20 gennaio 2020
Aggiornato 18:30
Industria automobilistica

Angeletti: o la FIAT aumenta la produzione italiana o vengano altri

«Non si può chiudere o smantellare un'azienda come quella di Termini Imerese»

TORINO - O la Fiat produrrà più auto in Italia oppure lo facciano altri produttori. E' quanto dice il segretario della Uil Luigi Angeletti, anche alla luce dell'interessamento di altre case automobilistiche sullo stabilimento di Termini Imerese, destinato secondo i piani Fiat, a cessare la produzione auto nel 2011 e in vista dell'incontro tra Fiat, governo e sindacati previsto per il 22 dicembre a Roma.

«Non si può chiudere o smantellare un'azienda come quella di Termini Imerese» ha ribadito Angeletti. «Ci aspettiamo che la Fiat risponda all'osservazione che in Italia si producono un terzo in meno delle auto che si comprano, unico caso al mondo. O la Fiat - dice Angeletti - è in grado di essere protagonista di un aumento della produzione di auto abbastanza consistente in Italia, oppure spingerà tutti a porsi un'altra domanda: perché deve essere soltanto la Fiat a produrre auto in Italia visto che siamo uno dei più grandi mercati del mondo».

«Preferiremmo che lo facesse la Fiat, così come già in passato favorimmo la Ford, ma l'interesse dei lavoratori e dei cittadini italiani è che in Italia si producano più auto di quante se ne producono adesso, visto che le compriamo. E ogni auto che si acquista significa da 3 a 5 posti di lavoro che vengono regalati al paese produttore», ha concluso Angeletti.