11 dicembre 2019
Aggiornato 22:30
Banche & Risparmio

Crescono gli italiani che mettono fieno in cascina

Il risparmio è cresciuto del 4% mentre gli investimenti delle imprese sono caduti del 10%

ROMA - La recessione è finita la crisi no. L'Italia è tecnicamente uscita dal tunnel ed il rischio apocalittico di un collasso finanziario ed economico sembra scongiurato. Il nostro paese ha tenuto anche grazie al risparmiatore e al suo equilibrio nel fare le scelte: negli ultimi 18 mesi che corrono dalla metà di quest'anno fino al primo trimestre 2008, il risparmio è cresciuto del 4% mentre gli investimenti delle imprese sono caduti del 10%. «Di fronte al peggiorare del quadro dell'attività' produttiva gli italiani hanno continuato a mettere il fieno in cascina».

Nel 2009 il 47% degli italiani ha risparmiato e questo segna un netto miglioramento rispetto al 2008 perché scende al 53%la quota di chi non riesce a mettere i soldi da parte che si confronta con il 69% dell'anno precedente. Più preoccupatigli italiani appaiono per la pensione, gli ottimisti scendono al 40% rispetto al 48% dello scorso anno. Il 63% ritiene che gli anni tra il 2010 e il 2015 registreranno un«abbassamento del tenore di vita», mentre si tende ad evitare investimenti in prodotti a maggior rischio, e continuano a crescere i proprietari di abitazioni, passati in26 anni dal 60% ad un massimo che ha sfiorato l'80%.

E' quanto evidenzia il Rapporto realizzato dalla Bnl, dal titolo: «Un Risparmiatore consapevole» che definisce l'identikit del risparmiatore 2009: mantiene immutata la fiducia nelle banche, anche se nel 25% cambia istituto,inoltre 2 italiani su 3 segnalano che le banche sono più attente nell'erogazione dei finanziamenti, e per la sottoscrizione di un mutuo, i risparmiatori fanno il giro delle sette chiese: non si fermano all'offerta del proprio istituto ma sentono diverse campane. L'indagine è stata realizzata dalla Doxa a settembre 2009 quando la crisi ancora'mordeva' e i risparmiatori hanno delineato una visione'ampia' della crisi soprattutto tra luglio 2007 e marzo2009.

Nella presentazione di Giovanni Ajassa, Responsabile del Servizio Sudi Bnl e componente del Comitato Scientifico di Nomisma, si sottolinea che «le famiglie hanno la cognizione che il periodo di convalescenza per uscire dalla crisi non sarà breve». La preoccupazione riguarda il«dopo-domani».

Sale inoltre al 57% la quota di chi ritiene di avere un reddito sufficiente o più che sufficiente, rispetto al 44%del 2008. Per quanto riguarda il lavoro, il 21% teme di perderlo che si somma al 26% che è preoccupato di una possibile riduzione del tenore di vita». In generale, meno di un italiano su dieci volge il proprio sguardo sul lungo termine per il proprio risparmio e questo dipende sostanzialmente dagli effetti della crisi. Quanto al credit crunch, in Italia non c'è stato: «Le banche rimangonovicino alle famiglie. Oltre il 75% dichiara di aver avuto la disponibilità degli operatori nella richiesta di un finanziamento. Il 66% ha un grado di fiducia nei confronti delle banche sostanzialmente invariato rispetto a prima della crisi. Il risparmiatore cambia, e la crisi accelera i tempi di cambiamento, l'educazione finanziaria può aiutare a rendere i risparmiatori più consapevoli nelle scelte e aiutare le banche a migliorarsi, contribuendo ad accelerare la ripresa di tutta l'economia.