20 gennaio 2020
Aggiornato 06:00
Gli scioperi nei trasporti

Vacanze a rischio tra lo sciopero della British e il metrò di Parigi

Sul rischio caos del vettore britannico interviene il premier Brown: «cercare una soluzione negoziale»

LONDRA - Si moltiplicano i rischi di disagi tra Natale e Capodanno per turisti e vacanzieri nelle grandi città e capitali europee. Primo fra tutti il mega sciopero deciso dal personale di bordo di British Airways: 12 giorni dal 22 dicembre che potrebbero coinvolgere fino a un milione di passeggeri. Oggi per tentare di scongiurare questo caos è intervenuto il premier Gordon Brown in persona, invocando trattative tra management e sindacati. Non meno problematica la situazione a Parigi, un'altra meta privilegiata del turismo di fine anno: dopo una intera settimana di sciopero della ramificata rete di metropolitane e treni urbani, le trattative sindacali proseguono intense, ma ancora non si vedono accordi.

Lo sciopero a British Airways potrebbe coinvolgere molte più città: secondo gli analisti in quel periodo cruciale il vettore opera 650 voli al giorno, trasportando circa 90.000 passeggeri. Il personale di bordo è sul piede di guerra per una serie di tagli e riorganizzazioni varati dal management, che cerca di intervenire su tutte le voci possibili per risanare i conti in dissesto. Ma intanto la stessa agitazione rischia di costare 30 milioni di sterline al giorno a Ba, mentre ha innescato un crescente caos tra i passeggeri dei voli a rischio che da giorni cercano di trovare collegamenti alternativi su altre compagnie.

Brown: «cercare una soluzione negoziale» - Incontrando i giornalisti Gb a margine del vertice mondiale sul clima a Copenaghen, Brown ha incitato le parti a cercare una soluzione negoziale. Lo sciopero «non è per nulla una buona notizia», ha avvertito, il governo, «farà tutto quel che può per portare le parti a un tavolo. Ieri il management di Ba ha tentato una strada giudiziaria per bloccare lo sciopero, lamentando «irregolarità» sul voto con cui è stato deciso. Tuttavia la sciacciante maggioranza di favorevoli riferita dai sindacati rende molto aleatoria questa manovra, e potrebbe esacerbare ulteriormente il conflitto. Sia l'azienda sia i sindacati hanno comunque manifestato l'apertura a possibili trattative.

Intanto a Parigi diverse linee della metropolitana sono ferme, mentre i treni urbani «RER», che collegano la metropoli con la sua immensa periferia, funzionano in molti casi a frequenza ridotta. Oggi i dipendenti dovranno pronunciarsi in assemblea generale se proseguire o meno la protesta. Fino ad allora il servizio rimarrà ridotto, con un treno su due nelle ore di punta e pochissime corse nelle fasce meno frequentate.