18 agosto 2019
Aggiornato 13:30
In aumento le vendite all'estero delle aziende nostrane rispetto allo scorso anno

Margarina, cresce l'export italiano

ASSITOL: «La tendenza positiva si registra anche in Paesi con una forte tradizione nel consumo e nella produzione»

In aumento l'export italiano di margarina. In particolare, all'interno dell’Unione Europea, le vendite all'estero, nei primi sei mesi del 2009, hanno registrato una crescita del 25% circa, pari ad un ammontare totale di 12.991 tonnellate. Ma anche nei Paesi terzi, vale a dire al di fuori della UE, l'industria italiana ha guadagnato nuovi spazi. A sottolineare il dato è ASSITOL, l'Associazione dell'Industria Olearia italiana, sulla base delle rilevazioni fornite dal Gruppo margarine che opera al suo interno.

Nel complesso, il comparto ha esportato 14.962 tonnellate in tutto il mondo e, pur se ancora ristretto, sta acquisendo forza anche in ambiti un tempo considerati inespugnabili. Tale crescita si spiega con l'impegno costante che le aziende nostrane hanno profuso in termini di qualità del prodotto e di attenzione alla salute del consumatore. In particolare, le «nuove margarine», grazie all'aggiunta di steroli e di Omega3, sono più leggere dal punto di vista dietetico, pur offrendo un miglior apporto nutrizionale.

Esaminando da vicino le cifre relative all'Europa, le aziende italiane hanno conquistato quote di mercato in Ungheria che, con 5517 tonnellate, rappresenta da sola quasi la metà dell'export italiano in Europa. Ottimi risultati anche in Polonia, dove le vendite si sono praticamente raddoppiate da 529 tonnellate a 912, in Grecia (1469 tonnellate, quasi il 50% in più rispetto al 2008), e Portogallo (951 tonnellate).

Molto interessanti i dati relativi a due Paesi che, in Europa, vantano una forte tradizione sia nella produzione che nel consumo di grassi confezionati: le stime di ASSITOL parlano di 695 tonnellate in Francia (+11%), mentre in Germania si registra un aumento del 30%, pari a 475 tonnellate nel primo semestre del 2009.

Anche se per quantità minori, sorprende positivamente anche l'andamento delle esportazioni nella Repubblica Ceca (da 121 a 146 tonnellate), in Slovenia, che passa da 68 a 212 tonnellate, in Finlandia, con 86 tonnellate, e in Lituania, con un mercato pari a 62 tonnellate annue dall’Italia. Nel Mediterraneo, Malta spicca con le sue 280 tonnellate: erano soltanto 62 lo scorso anno, la stessa quota della Turchia nel 2009. Tra i Paesi terzi, spiccano invece Bosnia-Erzegovina (678 tonnellate), Macedonia (229) e il Libano (79).