16 giugno 2021
Aggiornato 10:00
Crisi economica

Cala fiducia consumatori. Industria in modesto recupero

Isae: «A ottobre indice a livelli agosto». Centro studi Confindustria: produzione industriale +0,3% su settembre

ROMA - Battuta dall'arresto a ottobre per la fiducia dei consumatori che torna a scendere portandosi ai livelli di agosto con l'indice che passa da 113,6 a 111,7, anche se, come spiega l'Isae «nettamente al di sopra della media del primo semestre dell'anno». Fa meglio invece anche se con un «modesto recupero» la produzione industriale: secondo l'indagine rapida del Centro studi di Confindustria è cresciuta ad ottobre dello 0,3% su settembre.

ISAE - A pesare sulla fiducia dei consumatori italiani è secondo l'Isae «il deterioramento più sensibile nel quadro economico personale (l'indice cala da 125,9 a 121,9) e nelle attese per la situazione futura (da 105,9 a 101,6)». Si deteriorano in particolare le valutazioni sul risparmio, sia circa l'opportunità presente, sia soprattutto, circa le possibilità future. Tornano a peggiorare per il secondo mese consecutivo le attese relative al mercato del lavoro.

INDUSTRIA - Sostanziale debolezza anche per la produzione industriale nonostante il modesto recupero ad ottobre dello 0,3% sul mese di settembre a fronte di un calo che nel mese scorso era stato del 4,9% sempre su base mensile (dati destagionalizzati). «La variazione di settembre è stata rivista al ribasso rispetto all'indicazione preliminare (-3,2%) in base ai consuntivi comunicati dalle imprese.

CRISI: CALA DEL 20% PRODUZIONE  - Rispetto al picco precrisi (aprile 2008) - spiega il Csc - il livello di attività rimane inferiore del 21,2%, avendo recuperato appena il 6% dai minimi di marzo 2009. «Per i prossimi mesi, le attese di produzione rilevate dall'Isae presso le imprese manifatturiere e le indicazioni provenienti dai nuovi ordini dell'indagine Pmi segnalano una sostanziale debolezza dell'attività produttiva. La ricostituzione delle scorte, i cui livelli sono particolarmente bassi nel giudizio delle imprese, potrà dare un contributo positivo» conclude il Centro studi di Confindustria.