23 gennaio 2020
Aggiornato 04:00
Pubblico impiego. Scuola

Anief: «Basta bavagli ai precari, questa è loro rivincita»

Per il Presidente del sindacato Pacifico: «Se servirà ricorreremo Corte costituzionale»

ROMA - «Non non ci fermiamo: i diritti dei precari vanno rispettati, a costo di arrivare alla Corte costituzionale»: ad annunciarlo ad Apcom è Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief, dopo che il Tar del Lazio ha imposto al ministero dell'Istruzione di dare attuazione all'ordinanza di ottemperanza n. 4581, attraverso cui si stabilisce che i docenti ricorsisti debbono essere tolti dalla coda delle graduatorie delle tre province scelte lo scorso aprile ed essere invece inseriti nelle stesse `a pettine' sulla base dell'effettivo punteggio.

«Stavolta la sentenza - spiega Pacifico - non ammette possibilità di ricorsi o colpi di spugna. L'unica cosa che può fare il ministro, se vuole evitare il commissariamento, è dare seguito a quanto stabilito dal Tar: i nostri docenti, che nei prossimi giorni diventeranno 7.000 per effetto delle ormai scontate sentenze che li riguardano, vanno inseriti subito `a pettine' e senza alcuna riserva».

Un'operazione che comporterà un mezzo terremoto per tutto il mondo della scuola: nelle scorse settimane le oltre 100 graduatorie provinciali comprensive delle `code', quelle che il Tar ha reputato sbagliate, sono state infatti utilizzate per assegnare 8.000 immissioni in ruolo e circa 100.000 supplenze annuali.

Rivedere le posizioni in graduatoria significherebbe prestare il fianco ai ricorsi di tutti coloro che rimanendo in fondo alle liste di attesa hanno subito un danno: è praticamente scontato che si appelleranno al giudice per rivendicare ruolo o supplenza assegnati a chi li precedeva erroneamente. Così ad anno scolastico abbondantemente inoltrato moltissimi studenti, con tutte le conseguenze negative sulla didattica, potrebbero ritrovarsi con un cambio di docenti del tutto inaspettato.

«È una situazione che il Miur poteva prevedere sin da subito - ha commentato Pacifico - ovvero dalla prima sentenza del Tar di giugno. Invece si è incaponito su una situazione che ha prodotto solo danni. Quelli per cui il 20 ottobre l'Anief ha deciso scendere in piazza il 20 ottobre in largo Bernardino da Feltre, vicino al ministero».

Alcune fonti però prevedono un altro colpo di scena: per tentare di evitare il commissariamento il ministro Gelmini starebbe preparando un emendamento ad hoc, preparato dai massimi esperti del Miur, da inserire nel testo di conversione in legge del decreto legge n. 134 salva-precari. Un emendamento che servirebbe a rispettare il volere impositivo del Tar, ma che probabilmente farebbe slittare i suoi effetti al prossimo anno.

«È chiaro che anche stavolta - continua il leader del sindacato degli educatori in formazione - l'amministrazione pubblica vorrà mettere il bavaglio ai giudici, ma dovrà ascoltare la voce della piazza. In caso contrario stavolta per sentirci dire definitivamente che abbiamo ragione arriveremo al giudice delle leggi: quello della Corte costituzionale».