17 giugno 2024
Aggiornato 09:30

Inflazione «alimentari» fuori da ogni logica di mercato

Federconsumatori: «Si operi un taglio del 15-20% per rilanciare i consumi e, quindi, rimettere in moto l’economia»

ROMA - Il dato relativo all’andamento del tasso di inflazione nel mese di settembre, se ce ne fosse bisogno, fornisce un’ulteriore conferma della preoccupante contrazione dei consumi. Quest’ultima, secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, in assenza di interventi tesi a rilanciare la domanda di mercato, nel 2009, si attesterà al -2,5-3%, ed addirittura al -3,5% per le famiglie a reddito fisso, con una riduzione complessiva della spesa di circa 25 miliardi di Euro.

All’interno di tale scenario, sono inspiegabili e decisamente fuori da ogni logica di mercato gli aumenti che si continuano a registrare sul versante dei prodotti alimentari, soprattutto alla luce delle forti diminuzioni del costo delle materie prime (ad esempio il grano -29% rispetto al 2008). Nonostante ciò, infatti, i prezzi dei prodotti alimentari, specialmente di quelli di largo consumo, continuano aumentare, comportando così un ulteriore aggravio, che si andrà ad aggiungere alle ricadute di oltre 560 Euro che le famiglie si trascinano per i fortissimi aumenti del 2008, e che peserà specialmente sulle famiglie meno abbienti.

«La situazione è diventata insostenibile. – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef – E’ per questo che da mesi invochiamo un intervento da parte del Governo a sostegno del reddito delle famiglie a reddito fisso, dei precari e dei disoccupati, attraverso una detassazione per le prime e lo stanziamento di concreti sussidi per i secondi.»

Oltre a tali manovre, indispensabili per rilanciare i consumi e, quindi, rimettere in moto l’economia, è necessario che si operi un taglio del 15-20% sui prezzi dei prodotti alimentari.