5 giugno 2020
Aggiornato 09:00
Economia. Agroalimentare

La crisi pesa anche sul mercato delle Dop e Igp

L’export e i consumi hanno mostrato diffusi segnali di stagnazione

ROMA - Anno difficile, il 2008, per i prodotti Dop e Igp del made in Italy. L’export e i consumi hanno mostrato diffusi segnali di stagnazione. Mentre è emerso qualche elemento positivo sul fronte della produzione certificata, il cui valore - in base alle stime provvisorie dell'Osservatorio Ismea sui prodotti a denominazione di origine e a indicazione geografica protetta - ha superato, ai prezzi all’origine, i 5,1 miliardi di euro, facendo segnare una crescita dell’1,5% rispetto al 2007.

Il valore, seppure potenziale, del mercato finale, nel circuito domestico, ha sfiorato, per il sistema delle Dop e Igp italiane, i 7,8 miliardi di euro, in crescita del 6,2% rispetto al 2007. Importo che sale a 9,6 miliardi se si considera anche l’estero.

Più in dettaglio, le stime della produzione indicano, nel 2008, crescite in valore del 3% per i formaggi e del 4% per i prodotti a base di carne, che al consumo si traducono, rispettivamente, in aumenti dell’11% e di circa il 9%.

Si è ridotto al contrario del 23% il valore della produzione degli ortofrutticoli a marchio Dop e Igp (-35% ai prezzi finali), principalmente a causa di problemi climatici che hanno riguardato, in particolare, la Mela Val di Non. Per gli oli di oliva certificati, invece, le stime Ismea segnalano un incremento del 13% alla prima fase di scambio e di oltre il 42% al consumo.

Le quantità certificate sono cresciute, l’anno scorso, del 4% per i formaggi e del 2% per i prodotti a base di carne, mentre il dato negativo della Mela Val di Non ha influito sulla produzione complessiva degli ortofrutticoli, in calo di circa il 20%.

Riguardo alle esportazioni, le elaborazioni dell'Ismea evidenziano un 2008 complessivamente sotto tono, con una diminuzione su base annua di oltre l’1% dei volumi e un aumento dei corrispettivi monetari di un punto percentuale, nettamente inferiore però al ritmo di crescita dell’export agroalimentare nel suo complesso.

Le stesse dinamiche si riscontrano sul versante della domanda interna, con i consumi domestici scesi in quantità del 4% su base annua, ma in aumento del 2% in valore (anche in questo caso la crescita è apparsa più frenata rispetto al dato dei consumi alimentari in generale).
Gli aggiornamenti al primo semestre 2009, inoltre, confermano lo stato di difficoltà del settore, con un’ulteriore flessione degli acquisti domestici sia in termini di volume che di valore.

L'Italia, con 182 prodotti a marchio Dop e Igp, alla data del 15 agosto 2009 (erano 174 alla fine del 2008), conserva la leadership nella classifica europea, seguita dalla Francia con 166 prodotti e dalla Spagna con 123. Il trio di testa, oltre al Portogallo e alla Grecia, rispettivamente in quarta e quinta posizione, tutti appartenenti all'area mediterranea, rappresentano quasi l'80% del paniere europeo, che elenca complessivamente 853 prodotti riconosciuti.

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