20 settembre 2019
Aggiornato 07:00
Economia. Workshop Ambrosetti

Napolitano lancia l'allarme crisi, questione diventa politica

Autunno caldo per disoccupazione? Brunetta: «Solo fatti marginali»

CERNOBBIO - Crisi , l'allarme lanciato Giorgio Napolitano ha gettato il sasso nello stagno portando la questione al centro del dibattito politico e facendolo uscire dal pure autorevole ambito degli addetti ai lavori che ha contrassegnato ieri il Workshop Ambrosetti , tradizionale appuntamento in cui si delinea il quadro dell'autunno che sta per cominciare.

Collegato via video con Villa d'Este, il presidente della Repubblica ha usato parole molto chiare: «La crisi - ha affermato - non è terminata, ed è comunque destinata a provocare serie conseguenze sul mercato del lavoro nei prossimi mesi». Ancora, ha aggiunto, servono nuove regole «nella convinzione che si debba bloccare il rischio di un ritorno a pratiche e comportamenti come quelli all'origine della crisi attuale».

Di tenore non molto diverso, l'articolato intervento del primo ministro francese Francois Fillon: con le prospettive di una «crescita molle - ha sottolineato - non potremo preservare il modello sociale europeo, né ridurre il nostro debito pubblico». A questo punto, la ricetta passa anche per un `Unione europea più unita, concentrata, ed efficace.

In attesa che domani intervenga direttamente il ministro del Tesoro Giulio Tremonti, oggi è spettato al ministro della Funzione pubblica, l'economista Renato Brunetta, delineare sul tema le posizioni del governo: «Non vedo - ha affermato - alcuna preoccupazione da questo punto di vista: mentre possiamo vedere la fine del tunnel per quanto riguarda il reddito, la fine del tunnel per l'occupazione la vedremo probabilmente all'inizio del 2010, ancorché, tra l'altro, i ricorsi alla cassa integrazione continuino a decrescere, segnale che la svolta c'è stata». L'autunno difficile dell'occupazione potrà essere socialmente `caldo'? Ci sono rischi di disordini? Episodi come quelli avvenuti alla Innse di Milano, con gli operai abbarbicati sulla gru a difendere l'occupazione, sono , per Brunetta, «fatti marginali e fisiologici: il bilancio della crisi dal punto di vista occupazione - ha messo in evidenza - è di 5-600mila unità, a fronte di 14 milioni e mezzo di posti di lavoro che sono lo stock di occupazione stabile».

Diversa la posizione dell'opposizione. Per l'ex ministro degli Esteri Massimo D'Alema la crisi «lascia aperti problemi enormi». «Cresce - ha evidenziato - la disoccupazione strutturale, cioè di persone di 50 anni che difficilmente potranno trovare altro lavoro. Occorrono politiche fiscali a sostegno dell'occupazione, che incoraggino la creazione di lavoro, e una politica di assistenza ai disoccupati: non possiamo lasciare le famiglie senza reddito e le persone senza speranze».

Anche tra banchieri e uomini di impresa non si ignora il problema. L'impatto della disoccupazione sulla pace sociale, secondo l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera, «dipenderà dalle capacità che avremo nei vari Paesi di fronteggiare il disagio. Questo - ha spiegato - vuol dire difesa dei sistemi di welfare, che dovranno essere in tanti casi innovati e resi più efficienti. Poi, probabilmente - ha detto ancora - c'è tutta una tematica di fiscalità sui redditi più bassi che dovrà essere affrontata».