19 novembre 2019
Aggiornato 06:00
Soluzione per l'azienda metalmeccanica milanese in via di liquidazione?

Innse: domani si dovrebbe chiudere l'intesa per acquisto

E far scendere operai. Rinaldini: «Accordo in tempi stretti»

MILANO - Si è a un passo dalla chiusura di un accordo storico che potrebbe sancire la ripresa produttiva della Innse, l'azienda metalmeccanica milanese in via di liquidazione: lo ha spiegato nel pomeriggio di ieri Giorgio Cremaschi della segreteria nazionale della Fiom affermando che il nuovo acquirente, che non è né la Gadda Srl, né la cordata degli imprenditori torinesi che hanno manifestato il loro interesse nei giorni scorsi, intende chiudere la trattativa per l'acquisto della Innse e dei terreni sui cui sorge entro domani.

Potrebbero dunque bastare due giorni per chiudere la partita e arrivare ad un accordo tra il nuovo soggetto che si è fatto avanti e il proprietario della fabbrica Silvano Genta e quello dei terreni di via Rubattino, la Aedes. Giunto in serata al presidio permanente davanti ai cancelli in via Rubattino, al termine di un incontro con il Prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, il leader della Fiom Gianni Rinaldini, è stato più cauto parlando di «nuovi acquirenti con ipotesi di acquisizione in tempi stretti».

Secondo quanto risulta ad Apcom, le parole di Cremaschi non sarebbero però state dettate dall'ottimismo. Fonti bene informate infatti confermano la data del 10 agosto e spiegano che l'imprenditore, «un nome grosso che fino alla firma di lunedì deve rimanere segreto per sottrarlo dall'esposizione mediatica e tutelare la trattativa», incontrerà già oggi Silvano Genta e lunedì prossimo la Aedes. Sembra anche che a Roma nei giorni passati ci siano stati diversi incontri «ad alto livello» per favorire le trattative, «che sono molto più concrete e avanzate di quanto si possa pensare».

Nel pomeriggio di domani, dunque, se tutto andrà come previsto, i quattro operai e il funzionario Fiom che oggi hanno trascorso il loro quinto giorno consecutivo su un carro ponte sospesso a oltre 12 metri dal suolo, scenderanno per riabbracciare i loro compagni (oltre che le loro famiglie) con cui condividono 14 mesi di mobilità e di mobilitazione permanente. Infatti, di fronte ad un'intesa tra le parti, il Prefetto dovrebbe decidere di sospendere lo smantellamento dei giganteschi macchinari della fabbrica e il Questore potrebbe alleggerire, se non togliere, il massiccio presidio di forze dell'ordine (circa un migliaio contando tutti i turni) dentro e fuori lo stabilimento, accogliendo così di fatto tutte le richieste delle maestranze in lotta.

Se davvero si arrivasse in tempi brevi al salvataggio della Innse e al suo rilancio produttivo, si tratterrebbe di una vittoria indiscutibile che premierebbe la tenacia e la mobilitazione dei 49 operai dell'ultimo baluardo industriale nell'immensa area del popolare quartiere Lambrate, e della Fiom-Cgil che in questa vertenza si è molto esposta impegnandosi a fondo .

Le trattative serrate che avverranno nelle prossime ore saranno fondamentali e i cinque «gruisti» (che oggi «hanno deciso di continuare la loro protesta fino a quando l'accordo non sarà definitivo«) ora hanno una speranza concreta per resistere nel caldo soffocante e nel puzzo insopportabile di olio e grasso, appesi sopra un maestoso tornio che è parte di quel patrimonio che hanno finora strenuamente difeso e che forse ritornerà presto ad avere un futuro.