12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
«Si sbrighino a darci risposte»

Innse, operai da 25 ore su una gru

Delegato Fiom avverte: «Senza, rimarremo qui ad oltranza»

MILANO - «Si sbrighino a darci delle risposte, perchè senza queste noi resisteremo a oltranza»: è quanto ha affermato nel corso di una telefonata con i cronisti il delegato della Fiom Roberto Giudice che da quasi 25 ore è abbarbicato a oltre dieci metri di altezza con quattro operai della Innse Presse di Milano su un carro ponte in un capannone della fabbrica.

«Le proposte che avevamo da fare a Silvano Genta le abbiamo fatte subito dopo i licenziamenti e ora ribadiamo che le macchine non escono di qua», spiega Giudice in risposta al silenzio dell'imprenditore proprietario della Innse, e confermando la richiesta di sospendere immediatamente i lavori di smontaggio dei macchinari, di togliere il presidio delle forze dell'ordine e di aprire un tavolo per una soluzione industriale alla fabbrica in via di liquidazione.

«Siamo consapevoli del nostro gesto e delle sue conseguenze, il morale è buono e non c'è stato alcun problema ma non è la normalità stare su un carro ponte», continua il delegato sindacale scherzando sul fatto che «non è certo il luogo più confortevole del mondo» e aggiungendo di aver ricevuto insieme con i suoi compagni la visita del questore di Milano Vincenzo Indolfi «venuto a perlustrare l'area e a sincerarsi di persona delle nostre condizioni».

Dopo il blitz dei cinque effettuato intorno alle 11.30 di ieri, i lavori di smantellamento dei giganteschi macchinari della fabbrica sono di fatto fermi.