12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Salute, innovazione ed energia gli ambiti in cui si trova più lavoro

Occupazione: gli imprenditori ferraresi prevedono un calo del 2%

Calano ancora i contratti a tempo indeterminato

FERRARA - Infermieri, fisioterapisti e altre professioni legate alla salute; progettisti elettronici, programmatori e sviluppatori informatici; le professioni legate al risparmio energetico e alla tutela ambientale: in un mercato del lavoro, quello ferrarese, che soffre, chi cerca un impiego in questi ambiti avrà quest’anno molte più probabilità di trovare lavoro. Sono, infatti, alcune delle professioni «introvabili», quelle cioè di più difficile reperimento, che emergono dall’analisi dell’Osservatorio dell’economia della Camera di Commercio di Ferrara sulla base del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro.

E questo nonostante le previsioni formulate da un migliaio di imprese della provincia con almeno un addetto dipendente, indichino quest’anno una flessione del lavoro dipendente nell’industria e nei servizi pari a quasi 1.310 unità rispetto allo stock di fine 2008 (-2%), 380 delle quali concentrate nel settore artigiano.

Massimo sforzo - «Excelsior mostra che le imprese ferraresi, in quest’anno difficile per l’economia a livello internazionale, stanno producendo il massimo sforzo per mantenere quanto più possibile le risorse presenti in azienda», è il commento del Presidente della Camera di Commercio di Ferrara, Carlo Alberto Roncarati. «Ciò dipende dal particolare modello produttivo provinciale, contraddistinto dalla presenza della piccola impresa diffusa, profondamente radicata sul territorio. E’ un modello produttivo che ha una forte valenza anche di tenuta sociale e che ha il suo punto di forza nelle produzioni di qualità. E soprattutto per le piccole imprese qualità delle produzioni significa innanzitutto qualità del capitale umano: ecco perché le nostre imprese stanno ancora di più puntando su assunzioni qualificate. Le figure più professionalizzate sono, infatti, quelle in grado di fare innovazione, di progettare il nuovo. Le nostre indagini – ha concluso Roncarati - confermano poi che lo spazio da colmare tra i fabbisogni di capitale umano di qualità e sistema della formazione è ancora elevato. Questo gap è un freno a mano tirato rispetto alle potenzialità di sviluppo del sistema locale. Occorre però non dimenticare le tante persone che oggi si trovano in Cassa integrazione. Nei prossimi mesi, per agevolare il loro reinserimento, sarà importante anche favorire adeguati percorsi di formazione e sostenere la nascita di nuove imprese (auto-impiego)».

Più in particolare, la flessione più accentuata riguarda la piccola impresa che occupa meno di 10 addetti, e, in termini settoriali, l’industria manifatturiera e le costruzioni. La rilevazione, che si riferisce alla sola domanda di lavoro dipendente nel settore privato (escludendo il settore agricolo), evidenzia una previsione di 4.760 entrate nel mercato del lavoro, alle quali si contrappongono 6.070 uscite.