19 gennaio 2020
Aggiornato 22:00
Continua la protesta della Coldiretti

Prezzi: -16% nei campi ma aumenti al consumo

E’ quanto ha denunciato il Presidente della Coldiretti Sergio Marini, sulla base dei dati Istat/Ismea relativi a giugno

ROMA - I prezzi dei prodotti agricoli nelle campagne sono crollati del 16 per cento, ma sugli scaffali per i consumatori si sono verificati aumenti dell’1,9 per cento, quasi quattro volte il valore medio dell’inflazione, per la presenza di pesanti distorsioni nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola che colpiscono gli agricoltori e i consumatori. E’ quanto ha denunciato il Presidente della Coldiretti Sergio Marini, sulla base dei dati Istat/Ismea relativi a giugno, nel corso della mobilitazione a sostegno del Made in Italy che ha coinvolto già quasi centomila agricoltori con i trattori e si è estesa a tutte le frontiere, dal Brennero al Tarvisio, dal Frejus fino alla dogana di Ventimiglia, ma anche ai principali porti di sbarco dei prodotti agricoli stranieri.

I trattori sono accesi praticamente in tutte le Regioni, dall’Emilia Romagna dove il Porto di Ravenna è il principale per l’importazione di prodotti agricoli e alimentari, in prevalenza cereali e granaglie che disperdono su tutto il territorio diventando prodotti italiani, alla Puglia dove al porto di Brindisi migliaia di agricoltori con i trattori hanno distribuito angurie di produzione locale, fino alle Marche al Porto di Ancona dove sono state verificate le attività di scarico delle navi nell’area doganale, ma anche in Sicilia al Porto di Palermo e in Campania a Salerno, mentre ai valichi prosegue l’attività di controllo dei camion in transito. Blitz degli allevatori anche negli stabilimenti di lavorazione della grande industria che lavorano prodotti dall’estero come la Lactis di Albano S. Alessandro in provincia di Bergamo e Carnini di Villa Guardia in provincia di Como, entrambe del gruppo Parmalat, e Lat-Bri di Usmate Velate in provincia di Monza-Brianza.

Dopo il latte si allarga dunque il fronte della mobilitazione Coldiretti a olio di oliva, vino, ortaggi, cereali e frutta. Secondo l’Istat la spesa mensile delle famiglie aumenta per tutti i prodotti agricoli della tavola che continuano ad essere acquistati e ben pagati dai consumatori e non ci sono giustificazioni per il crollo dei prezzi riconosciuti agli agricoltori all'origine dove si sono verificate riduzioni insostenibili che sono il frutto di distorsioni e speculazioni che danneggiano produttori e consumatori. Dal campo alla tavola i prezzi aumentano del 495 per cento per le carote, del 453 per cento per le pesche, del 525 per cento per la pasta e del 335 per cento per il latte fresco secondo le elaborazioni Coldiretti su dati «Sms consumatori» del Ministero delle politiche agricole.

Gli agricoltori della Coldiretti chiedono l’obbligo di indicare la provenienza in etichetta per tutti gli alimenti e maggiori controlli sui prodotti stranieri dei quali deve essere resa nota la destinazione, per combattere la speculazione che fa aumentare i prezzi di quasi cinque volte dal campo alla tavola. Viene sistematicamente disatteso - sostiene la Coldiretti - l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del prodotto con il rischio concreto che venga spacciata come italiana la frutta proveniente dall’estero, le cui importazioni sono aumentate del 22 per cento nel primo trimestre. Ancora piu’ grave è la situazione del grano che viene quotato nelle campagne in calo del 33 per cento rispetto allo scorso anno su valori che non riescono a coprire i costi di produzione, mentre sugli scaffali dei supermercati il prezzo di pane e pasta è salito ancora del 2,2 per cento a giugno dopo. Per l’extravergine di oliva si sostiene l’intensificazione dei controlli che ha già portato a individuare gravi truffe anche in riferimento al rispetto dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza delle olive fortemente voluto dalla Coldiretti. Sul piano economico sono molto preoccupati i viticoltori con i prezzi medi di vendita alla produzione del vino che sono crollati in campagna del 24 per cento mentre nell’Unione Europea per effetto della disastrosa riforma di mercato del settore vitivinicolo approvata sono già presenti sugli scaffali dei supermercati comunitari - continua la Coldiretti - vini ottenuti dalla fermentazione di frutti diversi dall'uva come lamponi e ribes, è stato consentito lo zuccheraggio in molti paesi e dal primo agosto sarà addirittura permesso di chiamare vino anche quello in cui è stato eliminato parte dell'alcol naturalmente contenuto attraverso determinate pratiche enologiche. Inganni legalizzati che al vino italiano fanno piu' male della crisi.

Dall'analisi dei dati economici si evidenzia che tra prezzi alla produzione e quelli al consumo esistono - conclude la Coldiretti - ampi margini da recuperare alla speculazione, con piu' efficienza, concorrenza e trasparenza, per garantire acquisti convenienti alle famiglie e sostenere il reddito degli agricoltori in un momento di difficoltà economica.