22 settembre 2019
Aggiornato 01:00
Consumi

«Dall'ISTAT ancora dati negativi e pessime prospettive»

Federconsumatori: «Un governo normale si dovrebbe decidere ad intervenire seriamente!»

ROMA - Giungono oggi dall’Istat due conferme, la prima delle quali il pessimo andamento dei consumi nel 2008, e che, nel 2009, non accenna a migliorare.
Le previsioni per quest’anno, infatti, prospettano, dopo quella dell’uno per cento del 2008, una riduzione dei consumi per oltre 20 miliardi di Euro nel 2009. Ad ulteriore prova di questo disastroso andamento i dati relativi i saldi, che si sono dimostrati un vero e proprio disastro, con un calo dell’ordine del 40-45% rispetto all’anno scorso e un pessimo andamento del «consumo» turistico che si sta registrando.

La seconda conferma, con i dati dei maggiori costi per casa ed alimentari è l’aggravamento delle condizioni economiche, soprattutto delle famiglie meno abbienti, maggiormente colpite dalla crisi e che lo saranno ancora di più per l’andamento occupazionale negativo in atto. Quindi le famiglie a reddito fisso, lavoratori e pensionati, oltre il peggioramento della loro qualità di vita, subiranno, in mancanza di interventi mirati, una ulteriore decurtazione del potere di acquisto sia per trascinamenti per maggiori prezzi alimentari di 564 Euro annui e sia una ricaduta negativa per mancati introiti per CIG e licenziamenti di 850 Euro l’anno.

«Questi dati dovrebbero mettere in allarme un Governo normale – sostiene Rosario Trefiletti, Presidente Federconsumatori - e spingerlo, una volta per tutte, ad intervenire, non limitandosi, però, al solo versante dell’offerta di mercato, ma agendo con manovre adeguate anche a sostegno della domanda di mercato».

Non bastano provvedimenti inadeguati ed irrisori con Social Card e Bonus Famiglie e non basta neanche inneggiare a facili ottimismi, se veramente si vuole risollevare l’economia del nostro Paese e rilanciare i consumi c’è bisogno di azioni concrete, a partire da:
- una detassazione del reddito fisso, lavoratori e pensionati, per almeno 100 Euro al mese;
- un sostegno ai redditi dei lavoratori precari allontanati dal ciclo produttivo;
- diminuire prezzi e tariffe di almeno il 20% ed avviare seri controlli sulle tariffe, a partire da quelle dei carburanti ed autostrade.