17 settembre 2019
Aggiornato 16:30
60 anni e non sentirli

Confcooperative Forlì Cesena compie 60 anni

Un modello, quello cooperativo, basato sulla persona e sui valori da sei decenni promosso con tenacia e con buoni risultati dalla Unione provinciale

FORLI'- Era il 10 luglio 1949, quando 18 cooperative si associarono dando vita all’Unione Provinciale delle Cooperative e Mutue della Provincia di Forlì (che allora copriva anche il territorio di Rimini), ad opera dei rappresentanti di Cooperative Edilizie ACLI Case, Agricola Riminese e Consumo Santarcangiolese.

Ora, a 60 anni di distanza, Confcooperative Forlì-Cesena festeggia il suo 60° compleanno in piena forma, con 228 enti associati, 41.549 soci, 12.417 addetti e un fatturato complessivo di 3.278 milioni di euro a fine 2008, in crescita rispetto all’anno precedente.

La data cade a pochi giorni di distanza dalle celebrazioni della Giornata Internazionale della Cooperazione, indetta per il 4 luglio dall’ONU e dall’Alleanza Cooperativa Internazionale: da uno studio recente presentato in questa occasione, emerge che «le cooperative hanno maggior capacità di fronteggiare le crisi rispetto ad altre forme d’impresa, grazie al modello che ne è alla base. L’impresa cooperativa è un infatti un modello alternativo di impresa che invece di perseguire il profitto, si concentra sulle persone, aggregando il loro potere di mercato, al contempo conducendo le proprie attività operative sulla base di principi e valori cooperativi». Ma coincide anche con l’Enciclica che Benedetto XVI ha dedicato ai temi della giustizia sociale, dello sviluppo economico idealmente rivolta in questi giorni ai grandi della terra in occasione del G8, dove si riflette sulla riprogettazione del mercato, sulla devastante crisi economica, si condanna il profitto fine a se stesso, ponendo al centro il lavoratore. Un messaggio nel quale la cooperazione, che ha sempre messo al centro dell’impresa il socio e il cooperatore, può sentire come particolarmente adeguato, contro un mercato senza regole e una finanza creativa che si sono rivelata oltremodo pericolose.

Confcoooperative Forlì Cesena - 60 anni di storia in pillole
Le due figure chiave che fondarono l’Unione furono l’On. Giuseppe Babbi, ex sindacalista bianco del primo dopo guerra, che ricoprì la carica di Presidente dell’Unione Provinciale dal 1949 al 1967, e Gino Mattarelli, deputato Forlivese della Democrazia Cristiana, alla guida dell’Unione dal 1968 al 1986.

Alla nascita i settori che l’Unione rappresentava erano 5: Agricolo, Consumo, Credito, Edilizia e Lavoro. Negli anni ’50 si rafforza il settore agricolo, ma allo stesso tempo nasce e decolla il settore di Produzione e Lavoro, in particolare legato alla ricostruzione e alla specializzazione in opere pubbliche; crescono di numero le cooperative agricole di trasformazione, le cantine sociali e le cooperative ortofrutticole.

La crescita dei soci è continua: nel 1961 le cooperative associate salgono a 90, mentre dal 1961 al 1979 passano a 218, con oltre 25.000 soci e un volume d’affari di oltre 100 miliardi.

Nel 1982 l’Unione Provinciale si divide in due realtà, in seguito alla scissione del territorio riminese dalla Provincia di Forlì. Al congresso del 1983 si sanciscono i limiti territoriali dell’attuale Unione Provinciale con riferimento ai territori di Forlì e Cesena: in seguito alla scissione le cooperative aderenti a Confcooperative Forlì-Cesena scendono a 160 con 20.000 soci e 3.000 occupati. Dopo la scomparsa dell’ l’On. Gino Mattarelli nel 1986, a cui si deve, tra le altre cose, la nascita di Federsolidarietà all’interno di Confcooperative, alla guida del movimento si succedono i seguneti presidenti: Germano Lucchi fino al 1992, Sergio Mazzi fino al 1993, Antonio Prati fino al 1996; e dal 1996 ad oggi Amedeo Scozzoli.

Negli ultimi 20 anni la crescita di Confcooperative è stata costante: ad ogni nuova assemblea congressuale è salito il numero enti aderenti (da 170 nel 1988 a 228 nel 2008), il numero totale dei soci (da 32.000 nell’88 a 41.549 nel 2008), degli addetti impiegati (da 3.200 nell’88 a 12.417 nel 2008) e del fatturato (da 700 miliardi di lire nel 1988 a 3.278 milioni di euro nel 2008).

Il commento del Presidente e del Direttore
«In questi 12 anni alla guida di Confcooperative Forlì-Cesena, grazie al suo impegno e all’azione degli organi sociali, abbiamo registrato la crescita più consistente degli ultimi 20 anni – commenta Amedeo Scozzoli, Presidente. - In questi anni il nostro movimento è stato capace di trovare un equilibrio tra le diverse esigenze della cooperazione, dalle finalità mutualistiche ed economiche, a quelle solidaristiche. La crescita e la concentrazione delle iniziative nel settori tradizionali del comparto agricolo non hanno certamente ostacolato il decollo e lo sviluppo delle realtà che hanno realizzato i servizi alle imprese, ma soprattutto non ha frenato l’affermarsi di quelle impegnate nei servizi alle persone ed in particolare a quelle svantaggiate».

«Già in tempi non sospetti, prima della crisi e dei recenti riconoscimenti del valore della cooperazione a livello internazionale, Confcooperative Forlì Cesena aveva affermato più volte che la cooperazione da i migliori frutti proprio nei momenti di difficoltà – commenta Pierlorenzo Rossi, Direttore. – Questo avviene perché il modello cooperativo esprime ciò di cui l’uomo ha veramente bisogno, cioè lavoro e solidarietà.»