29 agosto 2025
Aggiornato 14:00

Morti bianche: recuperati a Riva Ligure i corpi dei 2 operai

Dal 2008 in Italia 19 i morti su lavoro per esalazioni tossiche

GENOVA - Ci sono volute quasi quattro ore per recuperare i corpi di Francesco Mercurio e Gianfranco Iamma, i due operai, di 40 e 36 anni, morti nel primo pomeriggio a Riva Ligure, nell'Imperiese, dopo essere caduti all'interno di una vasca di depurazione delle acque fognarie. A rendere difficile l'intervento di recupero delle salme, che si è concluso intorno alle 18, i forti miasmi che provenivano dall'interno della cisterna. Ad uccidere i due lavoratori, dipendenti della Ciem di San Biagio della Cima, ditta esterna a cui era stata appaltata la manutenzione dell'impianto, sarebbero state proprio le esalazioni tossiche sprigionatesi dalle acque reflue.

Ad allertare i soccorsi è stato Mohamed Abidi, un terzo operaio della Ciem, rimasto all'esterno della struttura per manovrare le condutture di scarico: «Stavamo lavorando nei pressi della vasca - ha dichiarato il manovale d'origine tunisina - ma uno dei miei due compagni è sceso qualche scalino per spostare la pompa idraulica che non prendeva bene e si è sentito male. L'altro è intervenuto per aiutarlo ma si è sentito male anche lui. Ho lanciato loro i salvagente - ha proseguito l'operaio, ancora sotto shock - e poi sono corso a dare l'allarme». Sul posto sarebbe poi intervenuto un quarto uomo, Marco Marongiu, dipendente della stessa ditta, che, sempre a causa delle esalazioni, è stato colto da malore e trasferito in ambulanza, in codice giallo, al pronto soccorso dell'ospedale di Sanremo.

Secondo i primi accertamenti, al momento dell'incidente le due vittime sarebbero state sprovviste delle dotazioni di sicurezza. A stabilirlo con certezza sarà il sostituto procuratore di Sanremo, Francesco Pescetto, che ha disposto il sequestro della vasca in cui i due operai hanno trovato la morte. «E' l'ennesimo grave incidente sul lavoro - ha dichiarato Antonio Moccaldi, commissario straordinario dell' Ispesl, l'Istituto Superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro - in cui si ripetono in un sequenza drammatica eventi che evidenziano la mancanza di conoscenza delle procedure di lavoro in ambienti chiusi e nei quali può non essere nota a priori la qualità dell'aria. Peraltro stando alle prime fonti di agenzia -ha continuato Moccaldi- l'incidente ha riguardato ancora una volta i lavoratori di una ditta esterna con lavori in appalto. I tragici fatti mettono in evidenza l'urgente ed inderogabile necessità di mettere in atto il documento di valutazione dei rischi per tutti i soggetti che a qualunque titolo operano all'interno di ambienti di lavoro e il rispetto delle procedure di sicurezza previste. La modalità dell'accadimento dell'incidente - ha concluso il commissario - conferma purtroppo i dati dello studio dell'Ispesl realizzato su 2500 casi di infortuni mortali e gravi che mostra come la causa più frequente di infortunio mortale sia riconducibile ad un errore di procedura che nel 59,1% dei casi è accompagnato dalla carenza di formazione e informazione».

Con le due vittime di oggi, in Italia dal gennaio del 2008 salgono a 19 i morti sul lavoro causati da esalazioni tossiche. L'ultimo grave incidente, in cui hanno perso la vita tre operai, era accaduto meno di un mese fa nella raffineria di Sarroch, nel Cagliaritano.