30 agosto 2025
Aggiornato 05:00
Crisi economica

Polverini (Ugl): Potere d’acquisto problema ancora irrisolto

«Impoverimento risale a ben prima della crisi»

ROMA - «L’impoverimento del potere d’acquisto dei salari, come pure delle pensioni, risale a molto prima della crisi, e non può dirsi risolto né attenuato».
Lo dichiara il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini, commentando le affermazioni del ministro Brunetta in merito al potere d’acquisto dei redditi dei lavoratori dipendenti e pensionati.

«TRAUMA» EURO - «Con il passaggio dalla lira all’euro si è consumato il primo trauma, il resto – aggiunge - lo hanno fatto l’inflazione e un prelievo fiscale progressivamente aumentato e che ad oggi vede proprio i redditi fissi da lavoro e da pensione tra i più penalizzati. Da almeno tre finanziarie si rimandano misure di sostegno al potere d’acquisto dei salari, privati dei benefici del taglio al cuneo fiscale, della restituzione del fiscal drag e di un intervento di tipo fiscale che sappia garantire una reale ed equa distribuzione della ricchezza. Il costo della vita nel frattempo è cresciuto e la crisi ha accentuato l’emergenza redditi: la flessione dell’inflazione va letta soprattutto alla luce della forte diminuzione dei consumi che non danno segni di ripresa».

EMERGENZA REDDITI - «L’Ugl – prosegue la sindacalista - da tempo chiede, accanto alle necessarie misure di sostegno all’occupazione, che ha pagato un prezzo altissimo a causa della crisi, di non dimenticare l’emergenza redditi, da lavoro e da pensione. Il sindacato, proprio per rafforzare i salari, ha dato un primo contributo con la riforma degli assetti contrattuali, estesa anche al pubblico impiego, che vanta comunque stipendi inferiori alla media europea. Anche il governo – conclude - deve fare la sua parte attraverso un intervento in primo luogo fiscale, anche accelerando l’introduzione del quoziente familiare».