31 maggio 2020
Aggiornato 06:30

Thyssen: Gravi carenze su impianti riscontrate da personale Asl

Il processo riprende il 9 giugno

TORINO - Gravi carenze sia riguardo alla prevenzione dei rischi, sia nella manutenzione degli estintori che nelle pulizie: è quanto è emerso oggi in aula al processo per il rogo alle acciaierie ThyssenKrupp di Torino dalle foto mostrate e dalla testimonianza del personale della Asl che, dopo l'incendio del 6 dicembre 2007 in cui persero la vita sette operai e per il quale sono imputati sei dirigenti, effettuò alcuni sopralluoghi sia sulla Linea 5 che sulla Linea 4 e nello stabilimento torinese. In particolare nelle foto si vedono perdite di olio, polvere e ragnatele sui macchinari, rattoppi fatti con nastro adesivo.

La direttrice dello Spresal, il Servizio prevenzione e assistenza degli ambienti di lavoro istituito presso l'Azienda sanitaria locale, Anna Rita Lantermo ha sottolineato che le carenze portarono a ben 116 contestazioni nei confronti della Thyssen e a una multa di 74mila euro: «Abbiamo riscontrato - ha detto - condizioni generali di scarsissima pulizia, vi erano perdite di olio che venivano assorbite con materiale infiammabile come la segatura ed estintori non correttamente revisionati». Un capitolo, quello dei controlli, che ne riporta in primo piano la mancanza - dato che prima del rogo tali verifiche non erano state effettuate - e sul quale la Procura di Torino aveva già aperto un'inchiesta.

Anche il piano di emergenza in caso di incendio presenta numerose carenze, come testimoniato dall'ufficiale giudiziario della Asl Fabrizio Gentile: «Nel documento - ha detto - si parla di incendio di palese gravità senza darne una definizione precisa, inoltre, si dice di contattare il personale di pronto intervento al telefono, ma se l'apparecchio non funzionasse non ci sono altre istruzioni». Nel piano di emergenza inoltre non sarebbe indicato in alcun modo che gli operai devono arrestare la Linea in caso di incendio. Dall'esame dei documenti risultano carenze anche nella formazione: l'azienda tra il 2001 e il 2007 ha organizzato vari corsi di formazione antincendio a cui vennero iscritti 204 operai, ma solo il 50 per cento li frequentò integralmente e a nessuno di loro venne rilasciato l'attestato di idoneità previsto per le aziende a medio o alto rischio d'incendio come la Thyssen di Torino.

Dagli estintori esaminati sulla Linea 4 dopo il rogo, alcuni risultavano scarichi e altri quattro non controllati periodicamente come previsto; infine, secondo la testimonianza di Gentile, i pulsanti presenti sui pulpiti sono «di comando» ma non possono essere definiti «di emergenza», in quanto non rispondono alle corrette caratteristiche tecniche previste dalle normative che prevedono il colore rosso, la forma a fungo, facilità di accesso e azionamento. Il processo riprende il 9 giugno.

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal