28 maggio 2020
Aggiornato 20:30
Fiat: intervista al segretario generale Ugl, Renata Polverini su Il Mattino di Marco Toriello

«Ma il silenzio sugli stabilimenti italiani ci preoccupa»

Polverini (Ugl): il confronto con le parti sociali non è rinviabile i lavoratori del Sud hanno bisogno di risposte immediate

«Non sono pessimista, perché i1 nostro dovere è quello di essere fiduciosi. Ma credo che Marchionne debba trovare il tempo per parlare anche con i sindacati italiani». RenataPolverini, numero uno dell`Ugl, lancia un appello all`amministratore delegato della Fiat, che «ogni giorno - spiega la sindacalista - è impegnato a dare garanzie sul mantenimento degli stabilimenti tedeschi, ma non ha detto ancora nulla di preciso sul destino di quelli italiani».

Teme che l`annunciato tavolo tra governo, Lingotto e parti sociali possa essere convocato a decisioni già prese?
«Sappiamo che la partita che Fiat sta giocando per acquisire Opel è molto importante ed è normale che in questa fase l`azienda sia concentrata sulla Germania. Ma Marchionne ha già parlato con il governo tedesco e a questo punto non è più possibile rinviare il tavolo in Italia. Noi stessi dobbiamo dare risposte ai lavoratori che rappresentiamo e che hanno bisogno di essere rassicurati».

Un esito positivo della trattativa Fiat-Opel potrebbe mettere a rischio il futuro degli operai italiani?
«Non eravamo preoccupati per l`accordo con Chrysler, mentre lo siamo certamente per quello possibile con Opel, perché ci sarebbero delle sovrapposizioni tra le auto prodotte in Germania
e quelle prodotte in Italia. Siamo italiani e tifiamo per il Lingotto, ma dobbiamo pensare anche a difendere i nostri lavoratori, specialmente quelli del Sud. Il matrimonio Fiat-Opel si può fare, ma bisogna essere convinti di farlo nel modo giusto. Per questo chiediamo a Marchionne parole chiare».

La partita tedesca di Fiat sembra però più difficile di quella giocata in America con Chrysler.
«Sì, perché Fiat mette in campo soltanto le proprie tecnologie avanzate, ma non offre risorse economiche. E sul tavolo del governo tedesco ci sono altre proposte serie che puntano decisamente a vincere la partita»,

Sabato scorso 1`Ugl ha organizzato la propria manifestazione a sostegno della Fiat proprio al Sud, ad Avellino.
«Abbiamo voluto dare un segnale a quel territorio, perché a essere messi in discussione sono sempre gli stabilimenti meridionali di Pomigliano e Termini Imerese».

Stabilimenti per i quali le indiscrezioni provenienti dalla Germania parlano della possibilità di chiusure e ridimensionamenti.
«Soluzioni del genere sono assolutamente da scongiurare. Nel 2004, quando la Fiat è uscita dall`ultima crisi ricominciando nuovamente a produrre buone auto, ci siamo impegnati a mantenere vivi tutti gli stabilimenti meridionali della casa automobilistica. Per Pomigliano in particolare ci aspettavamo l`assegnazione di nuovi modelli. Un`assegnazione che non c`è stata. Eravamo preoccupati prima, lo siamo ancora di più adesso».

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