Confagricoltura: settore avicunicolo in ripresa
Crescono fatturato e consumi
ROMA - In una situazione della zootecnia italiana palesemente in crisi, e con un trend difficile per molti settori, va evidenziata la ripresa del comparto avicunicolo che sembra aver superato le criticità del passato e riacquistato «feeling» con i consumatori. Lo sottolinea Confagricoltura, apprezzando l’impegno tangibile che ne fa una delle filiere zootecniche più importanti a livello europeo.
CONSUMI - Sono in aumento – pone in risalto Confagricoltura - non solo la produzione (+ 4,5%), ma anche il consumo di carni avicole (+ 4,7%). I consumi totali hanno raggiunto quota 1.095.200 tonnellate; quello medio per abitante è salito a 18,88 Kg (erano 17,07 kg nel 2006).
FATTURATO - Anche in termini di fatturato le cifre sono di evidente rispetto; in base ai dati Una – ricorda Confagricoltura - il settore ha raggiunto i 5.300 milioni di euro (di cui 3.850 per le carni e 1.450 per le uova).
FIDUCIA - E’ evidente, ad avviso di Confagricoltura, la forte fiducia che lega il produttore al consumatore italiano. Il sistema di etichettatura che permette di verificare la provenienza delle carni, ha assicurato i consumatori da ogni possibile dubbio o diffidenza. A conferma della serietà offerta dalla filiera, vengono pienamente apprezzate la qualità, la sicurezza e la salubrità di tutte le produzioni avicunicole.