23 ottobre 2019
Aggiornato 20:30

Confagricoltura: danni della fauna selvatica al Chiantishire

Affrontare il problema ungulati

ROMA - La recente denuncia dei gravi danni arrecati ai più pregiati vigneti toscani del Chianti dalle incursioni notturne di caprioli e cinghiali ripropone la necessità - come già più volte evidenziato da Confagricoltura - che il legislatore affronti concretamente le problematiche legate ai danni causati all’attività agricola dalla fauna selvatica. Lo rimarca Confagricoltura che sottolinea come i danni alla produzione ed agli allevamenti abbiano ormai raggiunto livelli insostenibili per le imprese agricole.

L’Organizzazione degli imprenditori agricoli - nelle more che il Parlamento porti a compimento l’attività in corso, attraverso la definizione di una rinnovata e condivisa normativa - sollecita l’adozione di interventi legislativi straordinari sia per il controllo delle popolazioni selvatiche, sia per il ristoro dei danni che esse provocano.

«L’Amministrazione - sottolinea Confagricoltura - non può esimersi dal varare adeguate normative finalizzate alla prevenzione e al contenimento dei danni provocati all’attività agricola dalla fauna, a partire dagli ungulati, comprese le specie protette. E deve individuare modalità per l’integrale risarcimento».

«La fauna selvatica - ricorda ancora Confagricoltura - è proprietà dello Stato e quindi le Amministrazioni Pubbliche hanno l’obbligo di controllare che le densità faunistiche siano correlate alla effettiva sopportabilità del territorio e di evitare che danneggino le attività agricole».