Accordo Enel-Australia per lo sviluppo della cattura e sequestro dell’anidride carbonica
Nel quadro dell’Intesa tra i governi dell’Italia e dell’Australia per la cooperazione nel campo delle tecnologie di abbattimento della CO2
SIRACUSA – Nel quadro dell’Intesa italo-australiana per la cooperazione nello sviluppo delle tecnologie di cattura e sequestro dell’anidride carbonica (CO2), raggiunta oggi a Siracusa nell’ambito del G8 Ambiente, Fulvio Conti, amministratore delegato e direttore generale di Enel, ha firmato oggi con il ministro australiano dell’Agricoltura della Pesca e delle Foreste Tony Burke un Memorandum of Understanding che prevede l’adesione di Enel come socio fondatore al Global Carbon Capture and Storage Institute (GCCSI).
Il GCCSI è un’organizzazione nata su iniziativa del Governo australiano, che ne finanzia il funzionamento con un budget di circa 100 milioni di dollari australiani l’anno (55 milioni di dollari statunitensi).
L’obiettivo dell’istituto è quello di mobilitare risorse pubbliche e private per far decollare la tecnologia CCS dal punto di vista commerciale, normativo e di accettazione da parte dell’opinione pubblica. L’impegno immediato è quello di accelerare la creazione di oltre 20 progetti pilota.
«Enel è onorata di entrare a far parte come uno dei membri fondatori del Global Carbon Capture and Storage Institute, promosso dall’Australia – ha detto Fulvio Conti - : avremo l’opportunità di lavorare con Governi, imprese e organizzazioni non governative di tutto il mondo per sviluppare questa tecnologia chiave nella lotta ai cambiamenti climatici, apportando, anche in questo contesto il know how che abbiamo maturato».
La tecnologia della CCS è considerata indispensabile per eliminare le emissioni di gas effetto serra delle centrali e delle industrie e sta ottenendo in Europa e nel mondo una sempre maggiore attenzione da parte delle imprese e delle istituzioni. Enel è in prima fila nello sviluppo di questa tecnologia con un progetto pilota a Brindisi e un impianto dimostrativo di scala industriale in una delle sue centrali che sta convertendo a carbone pulito; un progetto che ha recentemente ottenuto un importante sostegno finanziario, 100 milioni di euro, dalla commissione Europea.
Hanno dato la propria adesione al GCCSI tutti i Paesi dell’Europa maggiormente impegnati nello sviluppo delle tecnologie CCS, Gran Bretagna, Germania, Norvegia, Olanda, Italia, Francia; del continente americano, Stati Uniti, Canada e Messico; dell’Oceania, Australia, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea; dell’Asia, Giappone, Indonesia, Corea del Sud, Emirato dell’Abu Dhabi e il Sud-Africa. Partecipano all’iniziativa anche una quarantina tra le più importanti aziende del settore energetico mondiale (vedi elenco allegato).
L’organizzazione potrà in breve tempo assumere un ruolo di leadership nel processo di dimostrazione e applicazione della CCS, dato l’interesse strategico di una potenza carbonifera come l’Australia per lo sviluppo di tecnologie che consentano l’impegno di questo combustibile in maniera compatibile con l’ambiente.
Nel campo dello sviluppo industriale, l’organizzazione, alla quale aderiscono i principali stakeholders del settore, è impegnata a favorire la creazione di partnership tra industrie, Governi e centri di ricerca per sviluppare i progetti pilota della CCS a livello globale. In campo istituzionale, l’organizzazione contribuirà a definire i parametri della normativa che governerà la CCS; inoltre, si proporrà come strumento di coordinamento nel dialogo con le diverse realtà istituzionali e con le opinioni pubbliche.
L’adesione al GCCSI consentirà a Enel:
• di raccogliere informazioni sui progetti che vengono realizzati al di fuori dell’ambito europeo;
• di partecipare nella rete di alleanze tecnologiche e industriali che nasceranno nell’ambito dell’organizzazione;
• di disporre di un costante aggiornamento sui processi di definizione regolamentare della CCS a livello globale;
• di poter partecipare alle iniziative di comunicazione che verranno indirizzate alle opinioni pubbliche mondiali.
In particolare, la rete di contatti offerta dall’Istituto australiano potrà favorire lo sviluppo delle attività di CCS in Cina, alle quali Enel è molto interessata.