28 gennaio 2020
Aggiornato 02:00

CIGO, Camusso (Cgil), Inps conferma profondità della crisi

«Si prolunghi la cassa integrazione ordinaria»

ROMA - «Si conferma non solo la profondità della crisi, ed il continuo rallentamento della produzione, ma anche la scelta non più rinviabile di prolungare la cassa integrazione ordinaria». Così commenta la segretaria confederale della Cgil, Susanna Camusso, i dati diffusi oggi dall’Inps sul ricorso alla cassa integrazione a marzo.

Il quadro fornito dall’istituto, osserva, «non presenta nei fatti segnali di miglioramento ed, anzi, gli annunci, anche di queste ore di molte aziende, dimostrano che si incrementa ulteriormente l’uso della cigo. L’intensità dell’aumento dell’ordinaria - afferma -, ed il fatto che sia lo strumento prescelto insieme ai contratti di solidarietà, è la risposta giusta in questa crisi, nello scegliere di mantenere il rapporto di lavoro ed evitare così che ci siano i licenziamenti».

Per queste ragioni, spiega Camusso, «i numeri confermano la necessità di prolungare la cassa integrazione ordinaria, passando dalle 52 settimane attuali a 104». Per altro, precisa, «le stesse dichiarazioni Inps dimostrano che le risorse ci sono: serve solo cambiare i vincoli che oggi la legge impone. Si tratta di una scelta non più rinviabile e che va adottata in fretta prima che l’esaurimento delle 52 settimane inducano scelte non necessarie rispetto alla crisi in atto».

Quanto all’incremento del numero delle domande di disoccupazione, osserva la segretaria confederale Cgil, «questo dimostra i limiti della strumentazione attuale: la stessa deroga ancora non raggiunge tutte le situazioni ed ha bisogno della conferma di finanziamento che ci auguriamo domani venga definita». La Cgil, continua, «ribadisce che rispetto alla crisi, e alla necessità che si adottino adeguati strumenti di politica industriale e misure efficaci sugli ammortizzatori, si apra un confronto per trovare tutte le soluzioni possibili. Perché - conclude Camusso - se si dice che nessuno sarà lasciato indietro, serve effettivamente che gli strumenti ci siano ed anche tutti coloro che ad oggi non vedono risposte le possano trovare».