Usa-Gb, Brown al Congresso dirà: Washington colga l'attimo
Il premier britannico inciterà quindi i parlamentari statunitensi a evitare la tentazione del protezionismo nella attuale fase di recessione economica
WASHINGTON - «Cogli l'attimo, America»: dirà proprio così oggi al Congresso statunitense il premier britannico Gordon Brown, secondo quanto lui stesso ha detto ai quotidiani inglesi. «Dirò al Congresso: cogliete l'attimo perché tutto il mondo vuole lavorare con l'America», l'America di Barack Obama, il presidente che ieri ha incontrato Brown in una lunga, cordiale conversazione. Il premier britannico inciterà quindi i parlamentari statunitensi a evitare la tentazione del protezionismo nella attuale fase di recessione economica; però non intende scusarsi per le (eventuali) colpe che avrebbe accumulato nei nove anni in cui è stato ministro delle Finanze di Londra.
«C'è sempre bisogno di umiltà» ha detto, ma non si può alimentare la teoria «che questo è un problema inglese nato da un errore del governo inglese. E' successo che in tutto il mondo il sistema finanziario è andato in tilt e lo capiscono tutti». Brown parlerà alle 17 circa ora italiana in un discorso che sarà forse il più importante della sua carriera politica e con cui intende rilanciare anche la sua immagine appannatissima in patria (certi suoi colleghi di governo lo incitano a scusarsi appunto per far recuperare terreno al partito laburista). Come già ieri direttamente con Obama, insisterà sulla necessità assoluta che gli Stati Uniti partecipino attivamente a una strategia globale anti crisi.
«Questo è un momento in cui non possiamo risolvere i problemi del sistema bancario senza lavorare tutti assieme, un momento in cui la cooperazione ci porta immensi benefici». E Brown ha spiegato, «Vedrete che i membri del Congresso, e non solo il presidente Obama, vogliono una soluzione a questo problema e che il metodo della cooperazione si raccomanda da solo».
Si tratta insomma non solo di convincere il presidente americano, che ieri ha riservato a Brown accoglienza lusinghiera, ma soprattutto i repubblicani al Congresso. Il premier inciterà il Congresso anche a non frenare l'azione presidenziale a livello internazionale sul cambiamento climatico. Il discorso viene definito «potente» da quelli che lo hanno visto, spiega oggi The Guardian. Dirà che il mondo deve agire di concerto per evitare il rischio che la recessione diventi più lunga e più profonda e che si trasformi in depressione (parlando a Londra qualche settimana fa Brown ebbe un lapsus e usò proprio la parole 'depressione'). Dirà inoltre che la battaglia contro la recessione è la sfida di questa generazione, paragonabile alla lotta contro il fascismo degli anni Quaranta, alla lotta per sconfiggere le armi nucleari e il comunismo negli anni Cinquanta, o più recentemente la lotta al terrorismo.
Al di là dei sorrisi e di una conferenza stampa assai informale e quindi amichevole nello studio Ovale, Obama ieri si è espresso ieri tramite il portavoce Robert Gibbs, secondo cui è importante che al prossimo vertice G20 in aprile a Londra si stabilisca un «codice della strada» per bloccare future crisi finanziarie. Dunque gli Stati Uniti sarebbero pronti a investirsi anche in ambito internazionale oltre ai pacchetti di stimolo per l'economia interna. Sulla sua capacità di convincere tutto l'arco politico statunitense Brown si gioca molto del suo prestigio e delle sue speranze politiche, di fronte ai sondaggi che lo vedono tragicamente indietro rispetto ai Tories guidati da David Cameron. E la Casa Bianca pare disposta a dargli una mano. L'ex ministro delle Finanze sarà solo il quinto capo del governo di Londra a parlare al Campidoglio di fronte alle Camere riunite; segue le orme di Winston Churchill, Clement Attlee, Margaret Thatcher e Tony Blair.
- 02/10/2020 Galloni: «Perché l'Italia va verso il baratro (e come potrebbe salvarsi)»
- 24/08/2020 Carlo Bonomi: «Rischiamo una crisi irreversibile»
- 12/08/2020 Paganini: «Le politiche economiche di questo governo creano solo la decrescita felice»
- 17/06/2020 La speranza di Romano Prodi: «Se facciamo presto con misure economiche tragedia limitata»