Banche, ABI: sulla vigilanza la Commissione Ue va nella giusta direzione
Zadra: «E’ senza dubbio necessario uniformare le regole e le pratiche di vigilanza e ripensarne l’architettura europea»
L’Associazione Bancaria Italiana accoglie con favore la Comunicazione della Commissione Europea per la riforma della supervisione bancaria europea che accoglie e integra le raccomandazioni del gruppo di alto livello presieduto da Jacques de Larosiere. L’ABI vede favorevolmente in particolare che la proposta della Commissione Ue intenda accelerare la creazione di un sistema di vigilanza a livello europeo, rendendolo operativo già nel corso del 2010, (anziché nel 2012), attraverso il rapido rafforzamento dei comitati di livello 3 (che raggruppano le autorità di vigilanza dei mercati, degli intermediari finanziari e delle assicurazioni).
«E’ senza dubbio necessario uniformare le regole e le pratiche di vigilanza e ripensarne l’architettura europea per tenere conto della crescente importanza dell’attività transfrontaliera delle banche nel mercato unico», ha commentato il Direttore Generale dell’ABI, Giuseppe Zadra. «Il modo in cui la crisi si è dipanata impartisce una grande lezione: quella della necessità di avere, a fronte di realtà finanziarie che operano su più paesi, una vigilanza ed un controllo coordinato a livello soprannazionale».
L’ABI si felicita in particolare che le istituzioni comunitarie abbiano deciso di affrontare la questione di includere nel perimetro di vigilanza anche quegli operatori del mercato finanziario che al momento non sono regolamentati. «E’ necessario evolvere la regolamentazione finanziaria andando verso una vigilanza di tutti i settori del mercato finanziario», ha commentato Zadra. «Nel corso della recente crisi, infatti, un ulteriore fattore di complessità è stato determinato dall’impossibilità di reperire informazioni tempestive sulla situazione di solvibilità sui segmenti del mercato finanziario che non sono sottoposti a vigilanza regolamentare, pur avendo assunto questi segmenti dimensioni tali da travolgere il settore regolato rappresentato dalle banche».
Un ulteriore elemento di positività risiede nell’intenzione della Commissione di estendere la nuova architettura anche a nuove aree di azione, come quelle relative agli accordi per la gestione e la soluzione delle crisi, sui quali la Commissione Ue si è impegnata a pubblicare entro la fine di giugno un documento di consultazione.
L’ABI auspica infine che le proposte sull'architettura del futuro sistema di supervisione finanziario europeo, che la Commissione Ue presenterà per la fine di maggio, possano essere accolte con favore dal Consiglio europeo di marzo e possano essere già anticipate come contributo propositivo al G20 del 2 aprile.
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