30 marzo 2020
Aggiornato 19:30
Accordo sul nucleare tra Francia e Italia

«Per Italia scelta giusta è puntare su rinnovabili»

Lo ha detto il senatore Roberto Della Seta, capogruppo del Pd nella commissione Ambiente, a Sky tg 24 pomeriggio

«Ripartire con il nucleare oggi in Italia vuol dire parlare d'altro». Lo ha detto il senatore Roberto Della Seta, capogruppo del Pd nella commissione Ambiente, a Sky tg 24 pomeriggio.
«Faccio notare che il presidente del Consiglio Berlusconi ha un'idea molto personale della democrazia se firma accordi sul nucleare con la Francia quando ancora il Parlamento deve discutere il disegno di legge dell'Esecutivo che darebbe il via libera all'operazione. Detto questo, ripartire con il nucleare oggi in Italia vuol dire parlare d'altro.

Al nostro Paese rientrare nel programma nucleare non serve. Non serve per contrastare la recessione, visto che gli enormi investimenti necessari a costruire nuove centrali diventerebbero produttivi non prima di 5 o dieci anni. Non serve a ridurre i consumi di petrolio, visto che il petrolio oggi è utilizzato soprattutto nei trasporti e negli usi civili, e pochissimo per produrre elettricità. Non serve per combattere i cambiamenti climatici, che si combattono puntando su soluzioni immediate e molto meno costose come l'efficienza energetica e le fonti pulite a cominciare dal solare.

Per questo l'accordo firmato a Parigi da Berlusconi con il governo francese è pura propaganda, tanto meno credibile in quanto il nostro governo in questi mesi ha cercato in ogni modo di indebolire l'impegno italiano per una politica energetica davvero alternativa alle fonti fossili. L'unico risultato - ha sottolineato Della Seta - sarebbe quindi quello di immobilizzare per una decina di anni milioni di euro che verrebbero sottratti all'efficienza energetica e alle fonti rinnovabili. E' chiaro che la Francia, che possiede molte centrali e molto antiche -ha proseguito Della Seta - ha tutto l'interesse a rimanere protagonista di questo tipo di industria. Ma l'Italia non ce l'ha, perché ha deciso di abbandonare il nucleare molti anni fa, e dunque il nostro Paese ha piuttosto tutto l'interesse ad investire sulle energie pulite e sull'efficienza energetica».

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