18 giugno 2021
Aggiornato 16:00
Sicurezza sul lavoro

Incidenti Lavoro, Sindacati Sicilia: numeri da bollettino guerra

Serve una svolta. Annunciata assemblea generale su sicurezza

PALERMO - La Sicilia e’ l’unica regione italiana a non avere istituito il Comitato regionale di coordinamento, previsto dal Testo unico sulla sicurezza, per gestire interventi per la vigilanza e la prevenzione degli incidenti sul lavoro. «Un fatto grave- hanno detto oggi in una conferenza stampa i segretari generali di Cgil e Cisl Sicilia, Italo Tripi e Maurizio Bernava e Giovanni Sardo, della segreteria regionale Uil- che la dice lunga sul fatto che in realtà ai lutti continui si risponde solo con chiacchere». Perché, ne sono convinte Cgil Cisl e Uil: «di fronte all’escalation di morti sul lavoro non servono nuove leggi ma una modifica radicale dei comportamenti che porti le istituzioni e le imprese ad applicare le norme che già esistono». Il 2009, hanno rilevato i segretari di Cgil, Cisl e Uil, «presenta dati da vero e proprio bollettino di guerra, con 8 morti in soli 15 giorni».

Mentre grave e’ il bilancio provvisorio del 2008, con 102 decessi in Sicilia, il 70% dei quali nell’industria e nei servizi, numeri ai quali vanno aggiunti quelli delle invalidità. «L’Italia- ha detto Tripi- ha una delle legislazioni più avanzate d’Europa. Dopo la strage di Mineo sono venute grandi promesse dalla Regione ma ad esse non e’ seguito nulla e le norme continuano a non essere applicate. Anche alle imprese- ha aggiunto-chiediamo un atteggiamento coerente con le iniziative per la legalità portate avanti su altri fronti: e’ un dato di fatto- ha sottolineato il segretario della Cgil- che pochissime aziende adottano oggi i protocolli per la prevenzione e la sicurezza». «Occorre- ha rilevato Bernava- una svolta sul piano dei comportamenti. Il governo regionale si dia da fare per promuovere l’intervento congiunto, come previsto dalle norme , di enti, imprese, sindacati e forze dell’ordine».

Bernava ha rilevato che «la sicurezza e’ un fatto di organizzazione concreta che riguarda anche le risorse, non un’insieme di pratiche cartacee. E questo- ha sottolineato- ha a che fare anche con i servizi di medicina del lavoro, oggi insufficienti». Sardo, della Uil, ha rilevato «l’importanza del comitato di coordinamento anche per la spesa delle risorse, 1.167.000 di euro, assegnate alla Sicilia dalla conferenza Stato-Regioni per le attività di prevenzione, formazione, informazione. Per questo – ha aggiunto – ci sembrano insufficienti proposte come quella di una nuova task force , venuta di recente dal governo regionale». Cgil, Cisl e Uil hanno richiamato alle proprie responsabilità anche gli enti locali e le aziende committenti «che- hanno detto- non possono lavarsi le mani rispetto all’operato delle imprese appaltatrici». Per Tripi, Bernava e Sardo «il punto non e’ solo aumentare il numero degli ispettori».

La questione e’ «mettere in sinergia tutti i soggetti a varo titolo coinvolti in tema di sicurezza a livello regionale e nelle province, per produrre una svolta vera sul piano delle azioni concrete». Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato l’imminente convocazione di un’assemblea generale dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. I tre esponenti sindacali sono stati molto critici anche verso campagne promozionali della Regione che chiamano in causa solo la responsabilità dei lavoratori. «Nessuno- hanno detto- esce da casa la mattina per andarsi a suicidare».