27 maggio 2024
Aggiornato 06:00
Governo spieghi passaggi trattativa, esistono contraddizioni

«Cessione quote Air France impone chiarimento Governo»

E’ quanto chiede , Linda Lanzillotta, ministro della Funzione Pubblica del governo ombra in una interrogazione presentata oggi

Le dichiarazioni del Presidente di CAI Roberto Colaninno impongono un immediato chiarimento ufficiale da parte del presidente del Consiglio e dei i ministri per l’Economia e dei Trasporti. E’ quanto chiede , Linda Lanzillotta, ministro della Funzione Pubblica del governo ombra in una interrogazione presentata oggi.

«Colaninno ha dichiarato che dopo quattro anni dalla costituzione della società Cai scadrà l’accordo di lock up tra i soci italiani di Cai e che di conseguenza potranno essere cedute ad Air France le rispettive quote con l’effetto di trasferire ad Air France il controllo della società. A questo punto, scrive l’esponente del Pd, è necessario sapere se il governo fosse a conoscenza di tutto ciò e per quale motivo abbia autorizzato gli accordi accettando, quindi, che l’italianità della compagnia, in nome della quale tutta l’operazione è stata condotta, potesse venire meno nell’arco di un quinquennio».

«Inoltre, prosegue il ministro ombra del PD, sempre il Presidente di Cai ha affermato che Air France, ha pagato ai soci privati per il 25 per cento delle azioni un prezzo maggiorato del 14% (pari ad un importo di 40 milioni di euro) rispetto a quello pagato da CAI al Commissario di Alitalia. Il Governo deve dunque spiegare se il sovrapprezzo pagato da Air France, configurando evidentemente un premio al venditore, a fronte di particolari diritti riconosciuti all’acquirente, implichi che, da subito, Air France godrà di particolari poteri nella gestione della società e soprattutto se esiste già un’opzione di Air France per l’acquisizione del controllo della società.

Ma bisogna anche che il presidente del Consiglio ed i ministri competenti, prosegue l’on. Lanzillotta, chiariscano per quale motivo il sovrapprezzo, cui evidentemente non può corrispondere alcuna valorizzazione della società non ancora operativa al momento della cessione delle quote, non è stato pagato allo Stato italiano o alla gestione commissariale ma alla Cai. Il fatto che esso sia stato pagato ai soci privati potrebbe configurare, oltre ad un indebito arricchimento un danno erariale per lo Stato italiano che potrebbe essere accertato e sanzionato dalla Corte dei conti. A fronte di ciò chiediamo al governo, anche per scongiurare tale conseguenza, se non ritenga di intervenire direttamente o tramite il Commissario Fantozzi nei confronti di Cai per pretendere: a) che la cessione di parte delle azioni ad Air France sia negoziato direttamente dal Governo italiano e dal Commissario dell’Alitalia, b) e per verificare la corrispondenza dei piani di Air France con gli interessi nazionali coinvolti nella gestione della Compagnia di bandiera, c) per acquisire al bilancio pubblico il sovrapprezzo sulle azioni già riconosciuto da Air France a Cai, d) l’impegno a riversare allo Stato almeno una quota del capital gain che i soci italiani ricaveranno dalla cessione delle loro azioni alla scadenza del quinquennio.