1 giugno 2020
Aggiornato 11:00
La Conforama avrebbe chiesto informazioni al Ministero per attivare la CIG

Vicenda Mercatone Zeta: incontro in Regione

Ascoli: «Non disperate, la regione è già attenta al problema e seguirà da vicino ogni fase»

Sono usciti più rassicurati dall’incontro in Regione con l’assessore al Lavoro, Ugo Ascoli i 100 lavoratori della Emmezeta Mercatone di Camerano, ricevuti ed ascoltati per valutare la grave situazione che li sta coinvolgendo, dopo la comunicazione «solo verbale» che la Multinazionale francese Conforama vuole chiudere il punto vendita di Ancona insieme ad altri tre in Italia.

Ascoli ha infatti sottolineato che si tratta «per ora solo di parole a cui, non c’è da illudersi, seguiranno i fatti tristemente concreti.» » Ma occorrerà – ha continuato- seguire tutte le procedure per avviare innanzitutto un periodo di 1 anno di Cassa integrazione per cessazione di azienda e solo successivamente le procedure di mobilità. Ciò comporterà almeno due anni nei quali ci sarà possibilità di assistenza al reddito pari all’80% circa del salario.» Ascoli ha anche affermato che sarà messo in campo ogni strumento per far precedere la Cassa integrazione al periodo di mobilità ed ha ricordato che sussiste, comunque, un interesse in quella zona da parte di molti operatori commerciali ai quali si chiederà di dare preferenza al ricollocamento dei lavoratori del Mercatone.» A questo punto un applauso spontaneo da parte dei lavoratori presenti nella Sala Verde di Palazzo Leopardi ha preceduto le conclusioni dell’assessore che ha invitato a non disperare: «voi siete ancora dipendenti a tutti gli effetti, da parte della Regione Marche c’è la massima attenzione: abbiamo già sentito il Ministero del Lavoro a cui l’Azienda si sarebbe già rivolta per informarsi sulla eventualità di applicare la Cassa Integrazione. Da parte mia la massima disponibilità ad incontrarci di nuovo qualora vi siano novità ed informazioni di rilievo.»

Proprio la Cassa Integrazione che va richiesta dall’azienda era l’istanza centrale dei lavoratori , rappresentata dalla CGIL Filcams con Claudio Di Pietro che ha ringraziato l’assessore Ascoli «per la sensibilità dimostrata anche verso questa vicenda e la pronta «presa in carico» del problema in un momento così difficile per tutto il territorio.» Di Pietro ha poi ricordato che purtroppo le decisioni sul destino di tante persone si prendono a Parigi e questo comporta una maggiore difficoltà di dialogo con l’Azienda. A questo si aggiunga che la proprietà del fabbricato che ospita il Mercatone è di una Finanziaria Immobiliare nazionale con la quale bisognerà prendere contatti. Di Pietro ha anche evidenziato la necessità che la Regione Marche si attivi per aprire un tavolo generale di crisi per tutto il territorio, allargato ad altre associazioni di categoria.» Un concetto ripreso anche dall’assessore del comune di Ancona, Benadduci che, dopo la solidarietà espressa ai tanti lavoratori anconetani, ha sottolineato la necessità di «fare sistema e di non lasciare sole le istituzioni ad affrontare questa pesante fase di crisi. Una fase che riguarda tutti, non solo il Comune di Camerano, ma ogni attore della società economica e civile.»

Un lavoratore, a nome di tutti, ha letto una lettera dove si chiedeva «se solo i lavoratori debbano pagare i costi di gestioni fallaci, di promesse non mantenute, di luoghi di lavoro insalubri e precisava che l’Azienda non mostra alcun interesse a rassicurare sul futuro di lavoratori che stanno perdendo un diritto fondamentale, quello al lavoro.» Molti altri hanno fatto presente che è stata offesa anche la dignità con un buono spesa di 30 euro definito «beffa», inviato ai dipendenti in questi giorni di Natale dall’Azienda che «richiama alla collaborazione nonostante le cattive notizie arrivate all’improvviso e comunicate brutalmente .» Qualcun altro ha ipotizzato la necessità di legiferare per obbligare le aziende multinazionali a lasciare i capitali nel Paese dove hanno ricavato reddito, senza reinvestire in ristrutturazioni. L’assessore provinciale al Lavoro, Maurizio Quercetti ha garantito la disponibilità dell’Ente a pianificare percorsi formativi e di riqualificazione professionale dei lavoratori che, nella peggiore delle ipotesi, dovessero essere messi in esubero. E’ intervenuto anche il sindaco di Camerano, Carmine Di Giacomo per assicurare che il Comune non ha alcuna intenzione di cambiare destinazione d’uso commerciale al sito del Mercatone, anche perché sono state investite risorse per opere infrastrutturali. «Per ora – ha aggiunto – non ci sono richieste ufficiali di rilevare il sito, ma siamo fiduciosi ciò che possa accadere presto.»

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