«Peccato che Berlusconi non sia nel business ambientale»
Lo dice il capogruppo dell'Italia dei Valori in Commissione Ambiente al Senato, Giacinto Russo
«La posizione del Governo sul pacchetto clima-energia è a dir poco miope quando non addirittura cieca. Con la linea voluta da Berlusconi l'Italia è già scesa al 44.mo posto tra i 57 Paesi con maggiori emissioni di anidride carbonica, ma il premier evidentemente non è contento ed anche in questo campo vuole raggiungere il primo posto, pur se poco onorevole». Lo dice il capogruppo dell'Italia dei Valori in Commissione Ambiente al Senato, Giacinto Russo.
«A undici anni dalla firma del protocollo siamo costretti a constatare che le emissioni sono cresciute di quasi il 10 per cento rispetto al 1990, quando invece ci si era impegnati a ridurle del 6.5 per cento. E così, purtroppo - fa notare Russo - anche l'Italia contribuisce a creare quelle situazioni che poi fanno esplodere condizioni climatiche catastrofiche come quella che stiamo vivendo in queste ore in Italia»
«Tra l'altro la lotta ai mutamenti climatici può essere per il nostro Paese una vera e propria opportunità e non un impedimento. Infatti - sostiene l'esponente IdV - investire nell'innovazione tecnologica e nelle energie rinnovabili potrà garantire, nel giro di pochi anni, un aumento dei posti di lavoro senza paragoni rispetto ad altri settori industriali».
«Questa, dunque, è l'occasione giusta per accogliere una grande sfida ambientale ed economica, atta a rilanciare l'intero sistema Paese. Ci meraviglia che un imprenditore tanto capace come il premier Berlusconi - conclude Russo - non se ne sia ancora reso conto e non abbia trovato il modo di entrare in questo business. Forse, se lo avesse fatto, oggi il Governo italiano sarebbe tra i principali fautori del 'pacchetto' invece di pensare a porre anacronistici e poco lungimiranti veti».