12 dicembre 2019
Aggiornato 22:00
Previsto un taglio all'occupazione addirittura superiore a quello previsto dalla compagnia

«Tirrenia: come Alitalia governo fa altro regalo a privati?»

Lo denuncia il sen. Marco Filippi, capogruppo del Pd in commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni, a seguito dell'audizione che si è svolta oggi dell'amministratore delegato di Tirrenia, Franco Pecorini

«Su Tirrenia dal governo un altro attacco ai lavoratori a favore dei privati che creerà circa 500 disoccupati». Lo denuncia il sen. Marco Filippi, capogruppo del Pd in commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni, a seguito dell'audizione che si è svolta oggi dell'amministratore delegato di Tirrenia, Franco Pecorini.

«L'ad di Tirrenia ha reso evidente che, mentre esisteva un progetto di privatizzazione condiviso con le parti sociali e tutti gli attori, il Governo ha scelto di effettuare un drastico taglio alle risorse che può creare, nel breve periodo, tra i 400 ed i 500 disoccupati. Al contrario il progetto, presentato da Tirrenia già nell'aprile 2007, pur prevedendo un taglio dei costi del 23%, grazie ad una serie di accordi con le parti sociali, un nuovo utilizzo della manodopera ed un progressivo progetto di privatizzazione, consentiva di non penalizzare nè l'occupazione, nè l'attività di trasporto».

«Con il taglio indiscriminato di 40 milioni di euro, al contrario - spiega Filippi - il Governo causerà necessariamente un taglio dell'occupazione ed un ulteriore ridimensionamento delle linee regionali. Inoltre, prendendo a pretesto un obbligo europeo inesistente, ha impresso un'accelerazione al processo di privatizzazione che può trasformarlo in un processo di dismissione, invece di utilizzare tutti i 4 anni a disposizione si vuole fare tutto in un solo anno».

«Questo metodo - prosegue il senatore del Pd - somiglia troppo a quello dell'Alitalia, dove per favorire qualche privato sono stati accollati allo Stato i costi, diminuiti gli addetti e ridotti i servizi. Diversamente da Alitalia, però, Tirrenia non è in perdita in maniera grave e le risorse pubbliche servono soprattutto a garantire servizi necessari di trasporto con le piccole isole. Tirrenia ha sì bisogno di interventi, ma non fatti in questo modo».

«Per questo - conclude Filippi - è necessario che il Governo convochi un tavolo di crisi per Tirrenia, dove tutti i protagonisti possano portare il loro contributo per trovare la strada migliore per garantire un servizio più efficiente, ed il Governo parli con una voce sola: infatti nelle audizioni in Commissione il Ministero dell'Economia ed il Ministero dei trasporti hanno detto cose diverse, prospettando soluzioni non compatibili tra loro».