27 maggio 2024
Aggiornato 02:30
Conferenza regionale del turismo

Nel 2007 l'Emilia-Romagna ha intercettato il 9% degli arrivi e il 10% delle presenze del totale nazionale

Per il 2008 i dati provvisori indicano una lieve flessione. Il presidente Errani: «Rafforzare la strategia di convergenza tra pubblico e privato e investire in innovazione, ambiente e qualità». L'assessore Pasi: «Servono strategie nazionali per ridare respiro al turismo»

Più di 4500 alberghi, oltre 3000 strutture extralberghiere, 12mila esercizi pubblici. Milleottocento stabilimenti balneari, 23 stazioni termali, 17 stazioni sciistiche, 10 città d’arte, 3 siti Unesco. Sono alcuni dei numeri della carta d’identità del turismo in Emilia-Romagna che, nel 2007, ha «intercettato» il 9% degli arrivi e il 10% delle presenze del totale nazionale, con un incremento rispetto al 2006 del 4% degli arrivi e dell’1,8% delle presenze.
Ora, dopo una crescita costante nel decennio 1997-2007, i dati provvisori per il 2008 indicano – complice la difficile situazione economica su scala mondiale – una lieve flessione: per gli arrivi –1,7%, per le presenze – 2,2%.

Se n’è discusso oggi a Riccione in occasione della Conferenza regionale del turismo dell’Emilia-Romagna, dove sono intervenuti il presidente della Regione Vasco Errani e il sottosegretario di Stato Michela Vittoria Brambilla. Durante la Conferenza è stato annunciato il nuovo Piano poliennale 2009-2011: uno strumento regionale che verrà approvato all’inizio dell’anno prossimo, e che consentirà di pianificare investimenti e strategie per il turismo dell’Emilia-Romagna.

«La nostra regione rappresenta indubbiamente uno dei punti di eccellenza del sistema turistico nazionale – ha ricordato il presidente Errani – Occorre continuare a lavorare sulla strategia di convergenza pubblico e privato, sancita dalla legge 7 sul turismo, migliorando ulteriormente modalità e sinergie. In questo modo potremo dare un contributo al sistema Paese». Errani ha sottolineato inoltre la necessità «di investire su temi quali l’innovazione, l’ambiente e la qualità. E per qualità non intendo solo l’ambito ricettivo, ma la qualità sociale del territorio. Solo così potremo rafforzare il carattere strategico dell’industria dell’accoglienza».
Turismo «volano dell’economia nazionale». L’ha ribadito nel suo intervento il sottosegretario Brambilla, auspicando che Governo, Regioni, Enti locali e imprese agiscano insieme affinché «in Italia il turismo raggiunga livelli di eccellenza, che il Paese merita di avere».

«Servono strategie nazionali per ridare respiro al turismo – ha sottolineato Guido Pasi, assessore al Turismo della Regione - Voglio ricordare che la sequenza dei trasferimenti dallo Stato alla nostra Regione sulla base dell’unica legge esistente parte, nel 2002, da poco meno di 19 milioni di euro e passa a zero dall’anno 2005, quando scompare il fondo nazionale che trasferiva i finanziamenti per il turismo. Da tre anni a questa parte sono rimasti solo spiccioli per i progetti interregionali. E’ vero che è stato rifinanziato Enit dal 2006. Ma non c’è paragone con quanto investono altri Stati, perfino l’Austria fa più di noi. Ma, quel che è peggio, è che non ci sono risorse e politiche strutturali. E invece il turismo ha bisogno di strade, di aerei, di alberghi, di operatori e personale, di urbanistica, di credito».

I dati del turismo in Emilia-Romagna
Per quanto riguarda il trend nel lungo periodo (1997-2008), emerge un ruolo forte del mercato interno (rappresenta l’80% del movimento totale, il 50% è di provenienza regionale) e il peso preponderante del settore alberghiero (l’87% degli arrivi e il 79% delle presenze). In crescita il flusso degli stranieri: calano gli arrivi dai Paesi di lingua tedesca, ma aumentano i turisti dalla Russia e in generale dall’Est Europa, dalla Francia e dai Paesi del Nord Europa. Per il 2008 le stime parlano di 8 milioni e 667 mila arrivi e di 52 milioni e 767 mila presenze. In gran parte sono italiani (rappresentano rispettivamente il 76,5% del totale regionale per gli arrivi, il 78,9% del totale presenze). Gli stranieri rappresentano, in quanto ad arrivi, il 23,5% del totale regionale, e il 21,1% delle presenze. La permanenza media nel 2008 dei turisti in Emilia-Romagna è di 6,1 giorni (dati Trademark Italia).
Nell’anno in corso il movimento turistico regionale ha mostrato tendenze contrastanti fra i diversi comparti: positivo il bilancio per quello termale (arrivi + 5,3% e presenze + 0,2%), con successo delle località che hanno investito sulle formule SPA. La costa adriatica dell’Emilia-Romagna ha registrato un andamento migliore rispetto alla maggior parte delle destinazioni balneari italiane e, in particolare, sulla costa della provincia di Rimini l’estate 2008 è andata meglio rispetto al resto della Riviera, anche se complessivamente arrivi e presenze sono inferiori rispetto al 2007. Più accentuata la flessione della domanda italiana; la concorrenza dei Paesi esteri, la crescente frammentazione delle vacanze e la riduzione della durata dei soggiorni sono la causa principale delle flessioni registrate.

Gli investimenti regionali
Nel periodo 1998-2008, la Regione ha investito per interventi infrastrutturali e strutturali nel settore turismo 340 milioni di euro, di cui 260 destinati agli enti pubblici e 80 a privati. Altri 200 milioni di euro sono stati destinati alla promo commercializzazione.