24 febbraio 2024
Aggiornato 00:30
Decreto Salvabanche

«Il decreto è un regalo ai banchieri»

Questa l'accusa che il capogruppo dell'Italia dei Valori in Commissione Finanze, Elio Lannutti, ha rivolto durante il suo intervento in Aula al decreto «salvabanche» che ha cominciato il suo iter in seconda lettura a Palazzo Madama

«Nonostante tutta la buona volontà nel decreto non abbiamo trovato altro che regali ai banchieri: un premio per coloro che negli ultimi cinque anni hanno bidonato i propri clienti. Così il Governo si rende complice delle malefatte del sistema bancario, che ha utilizzato e continua a utilizzare le norme secondo la propria convenienza»: questa l'accusa che il capogruppo dell'Italia dei Valori in Commissione Finanze, Elio Lannutti, ha rivolto durante il suo intervento in Aula al decreto «salvabanche» che ha cominciato il suo iter in seconda lettura a Palazzo Madama.

«L'Idv ha offerto la propria disponibilità per trovare soluzioni idonee a superare la crisi - ha detto Lannutti - ma come risposta il Governo è andato avanti a colpi di fiducia, ritenendo di poter risolvere tutto autonomamente; salvo chiedere a posteriori l'appoggio dei cittadini e dell'opposizione su quanto già deciso. E' accaduto così anche su questo decreto che intendeva ridare ai clienti fiducia nelle loro banche, quando le stesse banche non si fidano una dell'altra come dimostra il blocco del mercato interbancario».

«L'Italia dei Valori ha presentato diversi emendamenti al decreto salvabanche - ha concluso Lannutti - ma difficilmente troveranno spazio. E intanto le banche chiedono ai propri clienti di rientrare dagli affidamenti, togliendo ossigeno alle piccole e medie imprese, promuovono e piazzano proprie obbligazioni invece che titoli di Stato (sono arrivate addirittura a 2,7 volte il patrimonio delle stesse banche), e nessuno chiede ai banchieri di rinunciare a premi e prebende, se non addirittura di dimettersi».