1 giugno 2020
Aggiornato 11:00
Libro Verde sulla qualità

Perplessità sul contenuto del “libro verde” diffuso dalla Commissione europea

Molti dei quesiti proposti, infatti, hanno già avuto una risposta ufficiale nella Conferenza europea sulla qualità del febbraio 2007

La decisione della Commissione europea di avviare una procedura di revisione della legislazione sulla qualità dei prodotti agroalimentari, a giudizio di Confagricoltura è sicuramente una buona occasione per rafforzare gli strumenti di valorizzazione e controllo. Confagricoltura nutre però perplessità sul contenuto del cosiddetto «libro verde» - che è in pratica un’inchiesta pubblica sulla qualità dei prodotti agroalimentari – in quanto viene riproposta una visione della qualità già discussa e superata dal dibattito europeo.

Molti dei quesiti proposti, infatti, hanno già avuto una risposta ufficiale nella Conferenza europea sulla qualità del febbraio 2007, a cui hanno partecipato tutti i rappresentanti del mondo produttivo e dei consumatori. Confagricoltura è, inoltre, preoccupata per il modo con cui sono poste le domande, che potrebbe indurre in errore il lettore, in particolare il consumatore.

Un esempio è quello dell’introduzione di un marchio «made in EU», senza che nella domanda venga chiarito che tale marchio potrebbe essere utilizzato anche dai prodotti extraeuropei, trattandosi di un marchio di conformità alla legislazione europea e non di origine. Un’altra perplessità deriva dalla lettura del capitolo relativo alle Dop e Igp. L’individuazione di ulteriori criteri da rispettare nei disciplinari di produzione, non attinenti all’origine e alla tradizione dei prodotti alimentari, potrebbe portare alla distruzione del patrimonio di qualità italiano ed europeo.

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