12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Crisi mercati finanziari

Ecofin: no al fondo di salvataggio

Aumentano copertura statale sui conti in banca

«Non permetteremo che ci sia una Lehman Brothers europea», ha affermato Christine Lagarde, ministro dell'Economia della Francia, il paese che ha la presidenza di turno dell'Ue, durante la conferenza stampa a conclusione dell'Ecofin del 7 ottobre 2008. Un vertice in cui si è stabilito di affrontare la crisi con un approccio coordinato, pur restando nelle mani dei singoli governi le iniziative concrete con la mobilitazione di fondi pubblici: ognuno svolgerà autonomamente eventuali salvataggi, con le sue risorse.

Niente mega fondo di salvataggi europeo quindi, perché la Germania resta contraria a questo progetto, come ribadito dal ministro delle Finanze Peer Steinbrueck, sostenuto invece soprattutto da Francia e Olanda. Si è deciso invece un comune aumento da 20 mila a 50 mila per la copertura statale sui conti in banca di istituti che dovessero finire in gravi difficoltà. E anche su questo punto la Lagarde ha sottolineato che «molti paesi» hanno già deciso di aumentare questa soglia a 100 mila euro.

«Abbiamo riaffermato la nostra determinazione ad assicurare la solidità e la stabilità del sistema bancario - ha detto ancora la Lagarde -. Siamo pronti a adottare tutte le misure necessarie per assicurare questo obiettivo». Rilevante è che di fronte alla crisi della finanza l'Ue ha deciso di reagire «in maniera coordinata. L'urgenza, il carattere inedito e l'ampiezza hanno portato alcuni governi a pendere misure nazionali - ha proseguito - ma oggi quel che importa è di trovarsi su un approccio europeo e una dottrina comune».

Oltre alle contromisure immediate per la crisi, i ministri finanziari hanno anche deciso alcuni provvedimenti per gestire la questione più a lungo termine. Ad esempio si procederà allo studio di riforme sulla contabilità delle banche per avere pariteticità dei gruppi europei con quelli americani. E ci sono anche provvedimenti dal carattere più 'popolare', come quelli che riguarderanno «principi sulle remunerazioni dei manager».

Quanto a eventuali salvataggi pubblici, queste misure dovranno avere carattere temporaneo e i singoli governi potranno poi procedere a modifiche e sostituzioni dei management dei gruppi finiti in dissesto. Si rischiano comunque dei «casi difficili» da gestire, ha avvertito Almunia. L'Antitrust Ue darà il suo contributo, più che altro rimodulando l'applicazione delle regole sugli aiuti di Stato. Per questo il commissario alla concorrenza Neelie Kroes, ha annunciato un tempestivo manuale sul come fare un salvataggio pubblico compatibile con le regole dell'Unione: sarà pronto «alla fine di questa settimana o all'inizio della prossima», ha detto.

Intanto il presidende della Bce, Jean-Claude Trichet, convinto sostenitore di un rafforzamento della trasparenza in questa delicata fase, ha ribadito che la Banca centrale europea «può assicurare ai mercati ampie liquidità supplementari, quando richiesto da situazioni di alta tensione come le attuali, ma non può intervenire direttamente su problemi di insolvenza».

Non si tratta tanto di cercare 'capri espiatori' a cui addossare le colpe della situazione, secondo il numero uno della politica monetaria europea i generale «l'assenza di trasparenza è il miglior ingrediente affinché ci sia un contagio» dei problemi finanziari. «Gli europei e i protagonisti dell'economia internazionale concordano - ha detto -: ci serve molta più trasparenza. Trasparenza delle istituzioni, trasparenza sugli strumenti finanziari, trasparenza dei mercati».