12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Energia - clima

Fim, Fiom, Uilm: «Il pacchetto di misure sulle emissioni di CO2 va approvato in Commissione Ambiente del Parlamento Europeo nei tempi stabiliti»

«In Italia, la Confindustria sostiene di condividere l’idea di interventi coordinati per (contrastare) i cambiamenti climatici, ma chiede al Governo di intervenire per bloccare la proposta Ue di ridurre le emissioni»

«Le Segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm hanno contribuito a costruire, e appoggiato con convinzione, la posizione del Comitato esecutivo della Federazione europea metalmeccanici del 4 e 5 giugno scorso, sul pacchetto energia dell’Unione Europea, tesa ad affermare il principio che il cambiamento climatico è una delle principali sfide del 21° secolo e che è necessario un percorso per l’attenuazione delle emissioni di gas climalteranti in tutto il mondo.»

Lo sostengono le segreterie nazinali di Fiom, Fim e Uilm, in una nota congiunta dei rispettivi uffici stampa in cui si legge inoltre: «In Italia, la Confindustria sostiene di condividere l’idea di interventi coordinati per (contrastare) i cambiamenti climatici, ma chiede al Governo di intervenire per bloccare la proposta Ue di ridurre le emissioni mentre il Governo, attraverso il ministro dell’Ambiente e quello delle Politiche Comunitarie, sostiene che «le imposizioni della Comunità Europea costerebbero troppo». Far valere il problema dei costi in un settore che ha avuto profitti da capogiro negli ultimi anni e che, nonostante la crisi, continua nel suo trend anche quest’anno, ed affermare che si possano prendere misure europee sulla riduzione solo dopo un accordo internazionale, ci sembra francamente l’opposto della filosofia della gradualità e dell’attuazione della volontà espressa dall’Europa e contenuta anche nella dichiarazione approvata dall’esecutivo della Fem (giugno 2008).»

«Oggi, alla vigilia del voto in Commissione Ambiente del Parlamento Europeo (Envi), vi è il pericolo che molti interessi a livello europeo convergano per bloccare l’approvazione del pacchetto entro l’attuale legislatura.»

«Noi riteniamo, invece, che questo pericolo vada scongiurato e che il pacchetto di misure europee debba essere approvato sulla base dei principi originari, nei tempi stabiliti. Un fallimento non segnerebbe soltanto una battuta d’arresto per politiche di maggiore sostenibilità nei paesi europei; inevitabilmente, questo pregiudicherebbe i negoziati per un accordo internazionale post-Kyoto che dovranno essere avviati già nel 2009.»