17 giugno 2024
Aggiornato 10:00
Burocrazia: il presidente Politi scrive al ministro Sacconi

Denunce aziendali: le imprese agricole rischiano di soffocare sotto la mole di documenti

In una lettera, viene evidenziata l’asfissiante burocrazia e chiesto un pronto intervento per semplificare le procedure richieste oggi dall’Inps

Moltissime imprese agricole rischiano di soffocare sotto la mole di documenti per la denuncia aziendale. Una burocrazia asfissiante che crea non pochi problemi e accresce ulteriormente i costi per gli imprenditori. Per questa ragione il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi ha scritto al ministro del Lavoro Salute e Politiche Sociali Maurizio Sacconi, sollecitando un suo pronto intervento per una maggiore semplificazione delle procedure richieste da parte dell’Inps.

Nella lettera, Politi ricorda che è «in vigore, dal 2006, per tutte le imprese agricole che assumono manodopera, l’obbligo di presentare in via telematica all’Inps la cosiddetta denuncia aziendale; tale obbligo vale anche per quelle imprese agricole che hanno già in passato presentato le denunce su supporto cartaceo».

«L’Inps, nella fase di applicazione della norma, ha profondamente modificato l’impostazione della precedente modulistica cartacea con l’inserimento -scrive il presidente della Cia- della richiesta di una mole di dati ed informazioni, eccessivamente dettagliate, non tutte funzionali allo scopo della denuncia aziendale e, per altro, già in possesso di altre amministrazioni ed enti pubblici».

«Tale situazione, oltre che provocare duplicazione di adempimenti, crea -avverte Politi- non pochi disagi alle imprese agricole interessate, come quotidianamente i nostri uffici verificano».
«A parere della Cia e alla luce dell’esperienza maturata in questi due anni di applicazione della norma, pur riconoscendo il lavoro di collaborazione svolto tra Inps ed associazioni agricole, si ritiene -afferma il presidente- che l’impostazione della denuncia aziendale debba essere radicalmente rivista, consentendo solo la richiesta di dati effettivamente necessari e la non reiterazione di dati già in possesso di enti ed amministrazioni pubbliche». Da qui la richiesta di un pronto interessamento da parte del ministro Sacconi.