15 settembre 2019
Aggiornato 21:30
Istat: cala a luglio l'occupazione nelle grandi imprese

Santini: «Contrastare disoccupazione con politiche di sviluppo anticicliche»

«Investire nelle infrastrutture»

«L'occupazione continua a crescere, soprattutto quella femminile e quella a tempo indeterminato. Contemporaneamente preoccupa l'incremento del tasso di disoccupazione, che ormai sfiora il 7%, dato a cui contribuiscono in misura notevole gli ex occupati, con conseguenze negative sulle già difficili condizioni dei redditi delle famiglie dei lavoratori dipendenti, ben documentate anche dal calo dei consumi». Il Segretario confederale della Cisl Giorgio Santini commenta in una nota i dati diffusi oggi dall'Istat sulla'andamento occupazionale.

«L'Istat evidenzia anche come una parte dell'aumento delle persone in cerca di occupazione rispecchi il fatto che le donne, soprattutto nel Mezzogiorno, tornino a cercare lavoro. Questo è senz'altro un segnale positivo, dopo tre anni in cui calava il loro tasso di partecipazione - prosegue Santini - questi dati così ambivalenti, da una parte sono il frutto delle politiche avviate in passato a favore dell'occupazione, dall'altra sono un serio campanello di allarme per il Governo che, in fase oramai recessiva, deve affrontare in tempi brevi, d'intesa con le parti sociali, i problemi ancora aperti del nostro mercato del lavoro: dall'ancora bassissimo tasso di occupazione femminile, all'ampia diffusione di lavoro sommerso, al grave ritardo del Sud, alle difficoltà di ingresso nel mercato del lavoro dei giovani, legate anche alla problematicità della transizione scuola-lavoro».

«Ma i dati di oggi - sottolinea il sindacalista - mostrano soprattutto le difficoltà dei servizi all'impiego nel promuovere politiche attive del lavoro che facilitino la rapida ri-occupazione di chi perde il lavoro ed evidenziano l'assenza di ammortizzatori sociali attivi in molti settori».
«La Cisl chiede al Governo politiche di sviluppo anticicliche mobilitando risorse per investimenti nelle infrastrutture materiali e immateriali, nelle reti energetiche nel Sud, nell'innovazione, nella formazione e nella ricerca e soprattutto - conclude Santini - un potenziamento delle politiche attive del lavoro e del sistema degli ammortizzatori sociali al fine di promuovere una moderna politica di flexicurity, avvicinando il sistema italiano ai migliori modelli europei, attraverso l'attuazione delle deleghe, in scadenza il 31 dicembre, previste dal Protocollo sul welfare».