17 novembre 2019
Aggiornato 22:00
CCNL

Siglato rinnovo CCNL industria miniere

Prevede un aumento medio parametrato sui minimi di 107 euro nel biennio 2008-2010 da corrispondere in due «tranche»: 58 euro, dal 1 novembre 2008; 49 euro, dal 1 giugno 2009

Anche i minatori italiani hanno in tasca il rinnovo del contratto nazionale di lavoro: e' stata raggiunta l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto 1 aprile 2008 - 31 marzo 2012 , scaduto nel marzo scorso. L'intesa siglata tra Assomineraria-Confindustria e Filcem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil riguarda circa 7.000 minatori dipendenti da una ventina di società («Carbosulcis», «Igea», «Rio Tinto Minerals Val Chisone» tra le più significative) e prevede un aumento medio parametrato sui minimi di 107 euro nel biennio 2008-2010 da corrispondere in due «tranche»: 58 euro, dal 1 novembre 2008; 49 euro, dal 1 giugno 2009.

Una «una-tantum» di 464 euro medi coprirà interamente il periodo aprile - ottobre 2008. «Un'intesa positiva - commentano soddisfatti Gabriele Valeri, Bruno Quadrelli e Sandro Santicchia, rispettivamente segretari nazionali di Filcem, Femca, Uilcem - che tutela il salario reale dei lavoratori, riconosciuta ormai come una vera e propria emergenza nazionale». «Alla fine del biennio infatti- concludono i dirigenti sindacali - i lavoratori porteranno a casa mediamente 2.212 euro, una cifra di tutto rispetto».

Le altre novità salienti dell'intesa riguardano le classificazioni, per le quali vengono definite nuove esemplificazioni e profili professionali; l'istituzione del Fondo premorienza all'interno di «Faschim» ( un contributo dello 0,20% a totale carico delle imprese); l'estensione in tutte le aziende del Rappresentante dei lavoratori per la salute, la sicurezza, l'ambiente (RLSSA); la conferma delle attività di estrazione svolte dall'impresa con personale proprio, escludendo il ricorso all'appalto. Infine la percentuale di trasformazione degli attuali contratti di apprendistato professionalizzante in contratti a tempo indeterminato viene innalzata all'85%, in luogo di quella attuale ferma al 75%. L'ipotesi di accordo raggiunta oggi - fanno sapere i sindacati - sarà immediatamente sottoposta al vaglio delle assemblee dei lavoratori del settore