19 novembre 2019
Aggiornato 21:00
A casa in 1500. Ora il partner internazionale

Alitalia, firmano anche gli assistenti di volo

Si chiude la prima e fondamentale fase della trattativa per il salvataggio della Magliana

La firma dell'accordo con la Cai per il salvataggio di Alitalia è stata solo un «atto di responsabilità» e in questo momento «non c'è niente da festeggiare». E’ quanto dichiara il presidente dell'Avia, Antonio Divietri, in una conferenza stampa a palazzo Chigi dopo la firma dell’accordo cui mancava l’ok degli assistenti di volo, Avia e Sdl.
Dopo l'ok delle altre 7 sigle sindacali della compagnia al piano industriale, con quest'ultimo via libera degli assistenti di volo si chiude la prima e fondamentale fase della trattativa per il salvataggio della Magliana.

«È un giorno di dolore e riflessione - ha aggiunto Divietri - perchè almeno un collega su tre dovrà andare a casa». Uno su tre andrà a casa. Questo è in sostanza l’accordo stipulato dall’Avia che prevede un contratto a parte all'interno del contratto unico: «Dentro al quadro generale ci sarà un'area relativa al personale di terra, una ai piloti e una agli assistenti di volo. Queste verranno discusse dall'Rsu».

Secondo Divietri, inoltre, «ci sono degli elementi che verranno definiti a partire dai prossimi giorni in fase di stesura del contratto», che non esclude di tornare a Palazzo Chigi «se ci saranno delle incomprensioni di chiarire». Uno su tre andrà a casa e in cifre, come ha fatto sapere Divietri, la cifra si aggira intorno ai 1500 esuberi, 1500 persone che rimarranno senza lavoro. Una cifra non indifferente, se si pensa che il piano proposto da Air France-Klm solo 6 mesi, oltre all'accollo di tuti debiti della compagnia ora a carico dei cittadini, prevedeva circa 2500 esuberi spalmati su tutto il personale di Alitalia.

Per Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale Sdl, «quella apposta oggi «è una firma tecnica che ci permetterà di andare a un referendum presso i nostri lavoratori per chiedere loro se arrivare alla firma del contratto». Tomaselli ha anche precisato che è stata consegnata «al governo e alla Cai una lettera nella quale diciamo che consideriamo quella di oggi una firma tecnica che ci permetterà di andare a un referendum presso i nostri lavoratori per chiedere loro se arrivare alla firma del contratto». Il coordinatore nazionale Sdl ha inoltre consegnato «una lettera al sottosegretario Letta sulla questione di Atitech facendo presente che la situazione necessita di interventi specifici».

Ma Tomaselli ha anche piegato che dopo questa vertenza «le relazioni sindacali non saranno più le stesse», perché «Cisl, Uil, Ugl e successivamente l'Anpav hanno rotto il fronte sindacale accettando protocolli e documenti prima che questi venissero discussi e trattati. Questa è una cosa mostruosa e non può essere stato un errore».

Ora manca al completamento dell’operazione Alitalia la scelta del partner internazionale. In ballo ci sono Air France-Klm e Lufthansa. Per il presidente Berlusconi la scelta spetta alla Cai.

AdO