28 gennaio 2020
Aggiornato 01:00
Istat: ad agosto inflazione al 4,1%. Pane +12,2%, pasta +25,6%

Inflazione senza sosta

Pane e pasta ancora in aumento, e la spesa costerà 8 miliardi in più

Aumentano i prezzi di pane e pasta ad agosto mentre rallenta la corsa dei prezzi dei carburanti. E’ quanto emerge dall’Istat, che come al solito pubblica la stima dell’inflazione per il mese di agosto intorno al 4.1% come registrato a luglio, rivedendo il dato provvisorio del mese scorso che dava un indice in discesa al 4%. Nel comparto alimentare, sottolinea l'Istat, persistono le tensioni nel settore pane e cereali, i cui prezzi aumentano dello 0,6% rispetto a luglio e del 12,2% rispetto ad agosto del 2007.

In particolare, spiega l'Istituto di statistica, il prezzo del pane risulta aumentato dello 0,3% rispetto a luglio e del 12,2% rispetto al 2007 (in decelerazione rispetto al più 12,9% di luglio), mentre quello della pasta è cresciuto dell'1,1% rispetto al mese precedente e del 25,6% sul 2007 (più 24,7 per cento a luglio), con particolare intensità per la pasta di semola di grano duro (più 35,2 per cento).

In calo, invece, i prezzi dei carburanti dove si registra una diminuzione congiunturale del 4,2% del prezzo della benzina verde, con un incremento annuo del 10,5% (più 13,1 per cento a luglio). Il prezzo del gasolio diminuisce del 4,9% su luglio e aumenta del 23,8% sul 2007 (più 31,4% a luglio).

Aumenti rispetto al mese precedente si registrano ad agosto anche per i prezzi delle carni (più 0,2 per cento), con una dinamica tendenziale del 4,2 per cento (per le carni bovine pari al 5,1 per cento e per il pollame al 4,4 per cento). I prezzi del gruppo 'latte, formaggi e uova' crescono dello 0,3 per cento su luglio, con una lieve discesa del tasso tendenziale (dal più 8,7 per cento di luglio al più 8,6 per cento di agosto). In particolare, il prezzo del latte cresce dello 0,3 per cento su base mensile e dell'11 per cento sull'anno (in lieve flessione rispetto al più 11,1 per cento di luglio). Per il comparto ortofrutticolo, i tassi annui risultano pari al 2,6 per cento per gli ortaggi e al 7,5 per cento per la frutta.

Nel comparto dei beni non alimentari e non energetici, calano lievemente rispetto a luglio i prezzi dei medicinali, il cui tasso tendenziale è risultato pari a meno 5,5 per cento. Per le apparecchiature e materiale telefonico si rileva una diminuzione del 3,7 per cento su luglio e del 19,1 per cento per cento sul 2007.

Ad agosto, l'indice armonizzato su base annua ha segnato un +4,2%, mentre rispetto al mese precedente ha registrato una variazione nulla.

Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (più 8,2 per cento), Trasporti (più 7,5 per cento) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (più 6,3 per cento). Una variazione nulla si è registrata nel capitolo Servizi sanitari e spese per la salute, e una variazione tendenziale negativa si è verificata nel capitolo Comunicazioni (meno 3,9 per cento).

Gli aumenti più significativi su mese sono stati rilevati per i capitoli Ricreazione, spettacoli e cultura (più 0,7 per cento), Servizi ricettivi e di ristorazione (più 0,3 per cento), Prodotti alimentari e bevande analcoliche, Mobili, articoli e servizi per la casa e Trasporti (più 0,2 per cento per tutti e tre). Variazioni nulle si sono registrate nei capitoli Servizi sanitari e spese per la salute e Istruzione, variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Comunicazioni (meno 0,7 per cento), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (meno 0,3 per cento) e Abbigliamento e calzature (meno 0,1 per cento). Considerando le 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati si sono registrati nelle città di Cagliari (più 4,7 per cento), Torino (più 4,5 per cento) e Palermo (più 4,4 per cento). Quelli più moderati hanno riguardato le città di Trieste (più 3,0 per cento), Roma (più 3,3 per cento) e Bologna (più 3,6 per cento).

In base a questi aumenti la Coldiretti denuncia che con l’inflazione a due cifre per i prodotti alimentari di base, agli italiani fare la spesa costerà 8 miliardi in più nel 2008, anche se le quantità acquistate rimarranno le stesse con variazioni nella composizione della spesa. Per le associazioni dei Consumatori, Adusbef e Federconsumatori, i dati diffusi dall’Istat mettono in risalto «la gravissima situazione economica del nostro Paese che incide soprattutto sulle famiglie a reddito fisso e meno abbienti». Anzi secondo le due associazioni il dato annuo al 4,15 «è sottostimato poiché da nostri calcoli l'inflazione ammonta solo per il settore energetico e alimentare, al 6,1 per cento». Sul dato interviene anche la CIA (Confederazione italiana agricoltori) che sottolinea addirittura come la corsa dei prezzi colpisca i consumi e cambi le abitudini a tavola di sei famiglie su dieci. Infatti la Cia denuncia come questi rincari obblighino le famiglie italiane, «circa il 35 %, a rinunciare alla qualità dei prodotti, mentre la spesa media mensile alimentare supera i 470 euro». A questo punto, davanti a questa «escalation dei prezzi, sempre più allarmante», la Cia rimarca l’esigenza di promuovere azioni e strumenti per favorire la corretta informazione ai consumatori, come l’indicazione in etichetta del «doppio prezzo», all’origine ed al consumo, per i prodotti particolarmente «sensibili».