20 novembre 2019
Aggiornato 02:00
Promuovere le eccellenze agroalimentari umbre in Serbia

Umbria Food Export, in Serbia per la valorizzazione dei prodotti umbri

L’Università dei sapori organizzerà corsi di formazione per giovani cuochi di Belgrado

Promuovere le eccellenze agroalimentari umbre in Serbia e formare operatori professionisti nel settore culinario e della ristorazione. Questo lo scopo di «Umbria food export, un ponte verso la Serbia» progetto di valorizzazione del know how e dei prodotti alimentari umbri e italiani. L’iniziativa, promossa dalla Camera di Commercio Italo-Serba in collaborazione con il Consorzio multisettoriale interregionale per l’internazionalizzazione, Regione Umbria, Provincia di Perugia, Azienda di promozione turistica e Università dei sapori, sarà realizzata nella città di Belgrado a partire dalla metà di ottobre.

Nell’ambito del progetto, l’Università dei sapori si occupa di realizzare, attraverso il proprio staff, corsi di formazione per giovani cuochi della durata di 80 ore, che prevedono sia un parte pratica di perfezionamento sulla cucina nazionale e regionale e sulle tecniche di cottura tipiche italiane, che una serie di lezioni teoriche sulla storia dei prodotti, le loro proprietà organolettiche e l’analisi sensoriale dei cibi. Agli operatori stranieri che prenderanno parte al progetto sarà, così, offerta l’opportunità di cogliere alcuni aspetti della cucina italiana, al fianco di importanti nomi della gastronomia nazionale, e di acquisire competenze specifiche rispetto alle caratteristiche dei prodotti agroalimentari di origine italiana. Le classi che verranno formate ospiteranno tra i 15 e i 20 partecipanti ai quali verrà richiesta una presenza di circa 8 ore giornaliere. Al termine di questa prima fase, il percorso formativo prevede anche un periodo di stage della durata di due mesi in strutture di ristorazione umbre, che ospiteranno gli operatori serbi, rendendoli promotori dei prodotti italiani e regionali e del loro know how all’estero.

L’iniziativa offrirà, inoltre, opportunità particolarmente interessanti anche per le aziende umbre del settore che vogliano agganciare un nuovo mercato come quello serbo con notevoli potenzialità di sviluppo. In questa prospettiva sarà, infatti, possibile anche creare una piattaforma logistica che favorisca la nascita di rapporti di collaborazione reciproca tra imprese italiane e locali, incrementando l’esportazione di prodotti umbri nel mercato serbo e accorciando la filiera della distribuzione tra il produttore e il consumatore finale.

A definire le particolarità dell’iniziativa, durante un incontro con la stampa lunedì 15 settembre, nella sede dell’Università dei sapori, sono stati Antonio Giorgetti, presidente dell’Università dei sapori, Giuseppe Leonardi, segretario generale Camera di Commercio Italo-serba, e Riccardo Spadolini, presidente del Comint. «Come Università dei sapori – ha spiegato il presidente Giorgetti – ci stiamo muovendo su ‘lidi’ diversi da quelli italiani e per questo abbiamo accettato di partecipare a questa iniziativa che, se darà i risultati sperati, verrà istituzionalizzata e ripetuta annualmente. Quello della Serbia può essere infatti un mercato interessante ed è bene aiutare l’agricoltura italiana, e in particolar modo quella umbra, a espandersi in nuove direzioni». «Ci auguriamo, quindi, - ha concluso il presidente Giorgetti - di dar vita a un lavoro socialmente utile ed economicamente interessante». «Il programma che abbiamo messo in campo – ha aggiunto Giuseppe Leonardi – cerca di fare da apripista al mercato delle eccellenze umbre in un Paese come la Serbia in cui l’Italia è rimasta fuori dalla grande distribuzione. L’idea è quella di dar vita una piattaforma consortile in modo da creare un collegamento diretto tra le aziende italiane e la filiera della ristorazione e della caffetteria serba, rendendo possibile il reperimento di prodotti italiani di qualità a prezzi più accessibili di quanto non sia in questo momento». «Molti ristoratori e circa 200 ristoranti serbi - ha concluso Riccardo Spadolini – si fregiano del simbolo di ristoranti italiani e questi sono i nostri potenziali interlocutori. Esiste una nicchia, nel mercato serbo sempre più in espansione, per i prodotti dell’eccellenza e in Umbria abbiamo molte possibilità di occuparla sfruttando un’importante possibilità offerta dal mercato internazionale».