14 giugno 2024
Aggiornato 08:00
Inflazione da pasta

Confagricoltura: «I produttori non sono responsabili degli aumenti al consumo»

La quotazione media del frumento duro a giugno 2008 si è ridotta di oltre il 14% su base mensile ed a luglio ha subito un’ulteriore riduzione dell’8,4%

I prezzi «franco azienda» di pasta e pane non risentono né sono responsabili degli aumenti che si registrano al consumo; la tendenza, anzi, va verso una flessione dei ricavi per unità di prodotto. Lo sottolinea Confagricoltura in relazione all’indagine avviata da Mr. Prezzi (il Garante per la sorveglianza dei prezzi) sulle quotazioni di pasta e pane.

Confagricoltura fa presente che, mentre si discute di «inflazione da pasta», la quotazione media del frumento duro a giugno 2008 si è ridotta di oltre il 14% su base mensile ed a luglio ha subito un’ulteriore riduzione dell’8,4%. Praticamente si è tornati, con una parabola discendente, ai livelli di settembre 2007. Analogo comportamento si registra anche per il frumento tenero che solo a luglio ha perso il 13,3% rispetto al mese passato.

Tutto questo comunque mentre i costi di produzione sono aumentati e non accennano a diminuire. Il costo per l’acquisto dei fertilizzanti, sempre a giugno 2008, è aumentato – fa presente Confagricoltura - di quasi il 9% in media rispetto a maggio 2008. I concimi fosfatici, ma anche i concimi complessi (binari e ternari) costano il 60% in più rispetto all’anno precedente».

«Alla fine – rileva l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - occorrerà fare i conti con i redditi dei produttori tra i prezzi all’origine, che sono scesi, ed i costi, invece in aumento».