15 dicembre 2019
Aggiornato 11:00
Un documento di linea approvato dalla giunta di Confagricoltura

Confagricoltura: la strategia economica - organizzativa

La giunta esecutiva di Confagricoltura si è riunita oggi in via straordinaria per analizzare gli elementi di criticità presenti nel quadro economico nazionale

La giunta esecutiva di Confagricoltura si è riunita oggi in via straordinaria per analizzare gli elementi di criticità presenti nel quadro economico nazionale, dove emergono preoccupazioni crescenti per l’aumento dell’inflazione, il decremento delle entrate fiscali, lo stato di stagnazione dell’economia, la perdita del potere di acquisto delle famiglie.

Anche il quadro internazionale, dopo il fallimento dei negoziati di Ginevra sul commercio mondiale, presenta notevoli elementi su cui incentivare la vigilanza. Occorre operare un rilancio del bilateralismo negoziale da non intendersi sostitutivo al multilateralismo ma complementare ad esso. In tal senso sarà sottoposto ai Ministri competenti un documento confederale che, per tipologie produttive e per paesi interessati, delinei le linee di intervento.

La situazione, che da congiunturale può degenerare in strutturale, rende necessario per Confagricoltura anticipare ai primi giorni di settembre una serie di iniziative sul fronte sindacale e politico, idonee a favorire un recupero di operatività delle imprese del settore, a vantaggio dell’economia del Paese e della collettività.

Confagricoltura, nel ribadire la sua esclusiva vocazione di rappresentanza di interessi economici delle imprese associate, si pone quale soggetto di lobby volto a supportare le attività di impresa, ricercando strategicamente il contesto economico e normativo più favorevole. Non intende né sostituirsi né sovrapporsi alle libere scelte gestionali ed organizzative dei fattori della produzione di stretta pertinenza dell’imprenditore.

Su questo presupposto la  Giunta confederale ritiene inderogabile che sia sancita con chiarezza ed in via definitiva la separazione e l’incompatibilità rappresentativa e politica tra  chi percorre strade di puro primato organizzativo e chi opera per esclusive finalità di tutela economica.

A tale riguardo sono state evidenziate e deliberate le seguenti linee operative.

- Attuazione di tutte le misure del pacchetto connesso alla legge finanziaria 2009 con particolare riferimento alle questioni fiscali (aliquota IRAP) ed a quelle di natura previdenziale promosse dal ministro Sacconi e alla indispensabile proroga della legge 81/06 a favore delle zone svantaggiate e montane in scadenza alla fine dell’anno.

- Vigilanza sulle evoluzioni della revisione della politica agricola comune (health check) con particolare riferimento ai temi della modulazione e della regionalizzazione e, settorialmente, alle misure per le commodities (cereali in primis), per la zootecnia, per il tabacco e per il latte. A quest’ultimo riguardo si ribadisce la valenza della legge 119 e della sua compiuta applicazione. Si valuteranno, se proposti, meccanismi che agevolino l’acquisto e la movimentazione di quote aggiuntive. Per il tabacco è indetto per l’11 settembre un incontro di filiera per avviare una nuova fase di  mobilitazione in ambito UE.

- Presentazione di progetti di aggregazione delle filiere promossi dalle imprese dei diversi comparti produttivi. Confagricoltura, nel sostenere le iniziative, intende garantire il migliore espletamento delle attività di impresa in comparti strategici.

- Intervento determinato sul capitolo dei costi con particolare riguardo ai presidi fitosanitari, ai fertilizzanti, ai costi energetici per trazione e riscaldamento serre, tramite misure specifiche.

L’esigenza di maggiore competitività del settore primario richiede un supporto sindacale tale da favorire la crescita di imprese sane e solide  nel tempo. Spetta all’imprenditore il compito di utilizzare le formule o gli strumenti più idonei a valorizzare i risultati della sua opera. Forme societarie, cooperazione, aggregazione di imprese sono tutti elementi positivamente utilizzabili laddove siano correttamente gestiti e producano convenienti risultati per l’impresa. Confagricoltura non intende in tale ottica interferire con l’operato di tali strutture.

Ciò rende inaccettabile quanto oggi sta accadendo in alcuni consorzi agrari e a danno delle cooperative e di altre forme organizzate, attraverso una contestabile appropriazione di spazi. Confagricoltura, pertanto, intende monitorare con la massima attenzione, tramite i suoi amministratori, la gestione di tali organismi, esercitando una vigile opposizione tanto più giustificata dal peso del fatturato rappresentato dalle sue imprese, ove sia impossibile ripristinare l’originario spirito di corretta amministrazione improntata a trasparenza ed economicità. Sarà inoltre rappresentata ai vari livelli politici l’involuzione negativa della situazione attuale e i rischi della medesima.

Analogamente si chiederà una attenta analisi sulla funzionalità di tutti gli Enti partecipati che, anche intercettando fondi pubblici atti a garantire un servizio diffuso, professionale e competitivo, siano surrettiziamente occupati da gestioni unilaterali asservite alla logica di una unica invadente Organizzazione. Il principio si applicherà anche alle Unioni Nazionali. Coerentemente, qualora le strutture non rispondano a finalità, esigenze e requisiti economici, si dovrà provvedere a garantire il corretto pluralismo organizzativo.

In tale scenario di divaricazione strategica, il progetto che la Confagricoltura porta avanti per l’agricoltura italiana richiede, a livello politico, che si prenda anche atto della indispensabile riorganizzazione di un tavolo istituzionale di confronto realmente «utile», fondato su parametri diversi e con diverse finalità operative.

Del resto la condivisione di un quadro di evoluzione dell’agroalimentare italiano si è già manifestato concretamente e positivamente con l’elaborazione congiunta da parte di undici sigle professionali e sindacali e della cooperazione, del Manifesto di Firenze sull’health check. Questo tavolo sarà da Confagricoltura nuovamente invitato a pronunciarsi sui temi più stringenti dell’economia nazionale subito dopo la pausa estiva.

Successivamente, dopo aver approfondito con il Governo, con le Istituzioni Regionali e con le forze di opposizione e con le istituzioni regionali le problematiche di più stretta attinenza settoriale, Confagricoltura approderà in autunno ad una fase congressuale che riunirà tutti i quadri dirigenti, per una ulteriore accelerazione delle azioni organizzative.