21 ottobre 2021
Aggiornato 23:00
Il negoziato si aprirà il 3 settembre

Electrolux: mandato ai Sindacati a trattare con Energia Futura

La società dell'energia rinnovabile scelta da Electrolux per la reindustrializzazione dell'area di Scandicci (Firenze)

Si aprirà il 3 settembre 2008 un negoziato tra Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil ed Energia Futura, la società dell'energia rinnovabile scelta da Electrolux per la reindustrializzazione dell'area di Scandicci (Firenze).
Il mandato a Fim, Fiom, Uilm è giunto dalle assemblee dei lavoratori, svoltesi oggi nello stabilimento fiorentino, convocate dai sindacati metalmeccanici per illustrare il piano prescelto da Electrolux e presentato ieri a Roma dalla multinazionale svedese e da Energia Futura.

«Il mandato che abbiamo ricevuto - spiega Gianni Castellan, coordinatore nazionale Fim del gruppo Electrolux e segretario della Fim del Veneto - verte principalmente su tre punti, sui quali apriremo un negoziato con Energia Futura a partire dal 3 settembre. Innanzitutto è da chiarire il destino complessivo dell'area e delle strutture che Electrolux mette a disposizione del nuovo imprenditore per la reindustrializzazione. In secondo luogo, va completato nel dettaglio il piano industriale, in particolare riguardo al settore dell'eolico, dove è prevista la ricollocazione di 80 lavoratori. Infine, la società deve presentare il conto economico. Fatti questi tre passaggi - prosegue Castellan - andranno chiariti i termini contrattuali dell'operazione: se i 370 posti annunciati possono crescere, per evitare che dal nuovo progetto restino fuori circa 70 persone; quale contratto nazionale di lavoro verrà applicato, quali saranno le condizioni salariali e di orario. Si parla di 3 turni - sottolinea il dirigente della Fim - e questo creerebbe problemi per l'occupazione femminile, che nello stabilimento di Scandicci raggiunge il 20%».

Avviato questo pezzo di negoziato con Energia Futura, il confronto proseguirà con Electrolux, a partire dallo stesso pomeriggio del 3 settembre, riguardo al futuro di Susegana (Treviso). «Qui le posizioni restano distanti - dice ancora Castellan - vogliamo un piano che nel medio lungo termine garantisca la riorganizzazione del freddo a Susegana, senza licenziamenti e la salvaguardia della produzione del frigo in Italia. Pertanto - conclude - quello del 3 settembre è un appuntamento estremamente importante, che aprirà un'altra fase negoziale cruciale per il sindacato e i lavoratori».