16 ottobre 2021
Aggiornato 04:00
Le retribuzioni contrattuali orarie hanno registrato un aumento del 3,6% rispetto a giugno 2007

Cresce il caro-vita e le famiglie hanno meno risorse

Fedeconsumatori: «Il governo rinuncia ad interventi di protezione sociale, minacciando di tagliare gli assegni sociali»

L’Istat ci informa che le retribuzioni contrattuali orarie hanno registrato un aumento del 3,6% rispetto a giugno 2007, in virtù dei rinnovi contrattuali.
Un dato che ci dovrebbe soddisfare, invece siamo molto preoccupati. Sempre di più le famiglie sono provate dal caro-vita, infatti, i prezzi di elettricità, gas, carburanti ed alimentari continuano a crescere, facendo attestare, secondo le nostre stime, il tasso di inflazione relativo a questi settori al 6.1%, ben al di sopra del tasso registrato dall’Istituto di statistica.

C’è bisogno, come richiediamo da tempo, di un sostegno al potere di acquisto di retribuzioni e pensioni. Che fine ha fatto l’extragettito al quale, secondo le disposizioni della Finanziaria 2008, dovevano corrispondere risorse specifiche a favore del lavoro dipendente e delle pensioni?
La norma sugli assegni sociali imprime un’ulteriore colpo negativo a questa drammatica situazione.
Il nuovo provvedimento inserito nella manovra economica, infatti, colpisce le fasce più povere della popolazione anziana italiana e straniera, privandole del diritto ad un sostegno economico in vecchiaia.

Se tale norma non sarà modificata, verrà così a mancare un altro indispensabile tassello del nostro sistema assistenziale.
Federconsumatori chiede al Governo di cassare questo grave provvedimento, varando piuttosto delle norme tese a ricostruire e non a distruggere il potere di acquisto di salari e pensioni. Solo così sarà possibile una ripresa dei consumi ed un rilancio dell’economia e del benessere del nostro Paese.