15 ottobre 2021
Aggiornato 22:00
Energia eolica

Eolico: la LIPU sostiene la Legge del Molise impugnata dal Governo

Più tutele per la natura e la biodiversità. «Torri fuori controllo, serve disciplina del settore»

La legge adottata dalla Regione Molise per il settore dell’eolico va nella giusta direzione della tutela dell’ambiente e della biodiversità. Anzi sarebbe opportuno prevedere l’inserimento di forti tutele per quelle aree ad alto valore naturalistico che ancora ne sono prive».

E’ la risposta della LIPU-BirdLife Italia al ricorso presentato dal Governo contro la legge del Molise n. 15/2008 con la quale l’ente regionale ha disciplinato gli insediamenti eolici e fotovoltaici all’interno del proprio territorio.

I limiti introdotti dalla legge regionale – spiega la LIPU – sono una risposta a uno sviluppo insostenibile, spesso alimentato dalla mancanza di regole e da eccessivi incentivi economici, formato da una miriade di progetti che avrebbero rischiato e rischierebbero di minacciare seriamente i valori paesaggistici e naturalistici del territorio regionale.

«Chiediamo al Governo – dichiara Claudio Celada, Direttore Conservazione Natura LIPU-BirdLife Italia - di rivedere la decisione assunta contro al legge molisana, e più in generale di mettere a punto con urgenza una disciplina dell’eolico a livello nazionale, formata da regole certe e affiancata da una pianificazione nazionale e regionale del fabbisogno energetico. Si parla spesso della necessità di aumentare la produzione eolica, ferma a 3mila megawatt: in realtà – prosegue Celada - se si considerano gli impianti già autorizzati o in via di realizzazione, il settore si appresta a fornire nel complesso ben 10mila megawatt di energia, realizzati peraltro in gran parte escludendo le procedure di Valutazione d’impatto ambientale e senza una pianificazione territoriale ed energetica».

Da una parte la legge approvata dal Molise fornisce buone tutele per la costa e per altre aree naturalistiche sensibili, ma dall’altra ancora esclude i siti della Rete Natura 2000 quali le Zone di protezione speciale (ZPS) e i Siti di importanza comunitaria (SIC). Spesso infatti si nota, anche a livello nazionale, come la pianificazione eolica non preveda la «valutazione di incidenza», prevista dalle direttive comunitarie proprio per prevenire gravi danni agli habitat e alle specie che vivono all’interno o nei pressi dei siti di Rete Natura 2000.

«E’ in effetti opportuno e urgente – conclude Celada – inserire nella legge regionale anche la tutela di SIC e ZPS, così come la riduzione del numero di torri eoliche da realizzare. Infine si potrebbero ammorbidire i limiti previsti sugli impianti per l'energia solare purché previsti in aree già antropizzate».