15 ottobre 2021
Aggiornato 22:30
Il presidente della Cia Giuseppe Politi illustra in Parlamento le priorità per una crescita equilibrata

Serve un nuovo progetto per rilanciare sviluppo e competitività dell’agricoltura italiana

Fondamentale la Conferenza nazionale. Puntare sull’innovazione, sulla promozione del “made in Italy”, sui sostegni ai giovani e sulle infrastrutture. Nelle trattative Wto difendere le nostre produzioni tipiche e le indicazioni geografiche

Innovazione tecnologica, ricerca e servizi allo sviluppo; promozione del «made in Italy»; nuovi strumenti assicurativi e servizi finanziari; ricambio generazionale, mobilità fondiaria e sostegno all’agricoltura giovane; organizzazioni economiche, organismi ed azione interprofessionale; infrastrutture; sistema delle regole: gli imprenditori agricoli ed i rapporti con lo stato.

Sono queste le priorità indispensabili per far crescere il settore primario nel nostro Paese elencate dal presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi nell’audizione informale presso la Commissione Agricoltura e produzione agroalimentare del Senato. Insomma, occorre un progetto nuovo capace di rilanciare sviluppo e competitività. Un progetto che deve trovare un momento di alto confronto nella Conferenza nazionale sull’agricoltura avviata dal precedente ministro delle Politiche agricole De Castro e confermata dal attuale responsabile del dicastero Zaia.

«Parlare di progetto per l’agricoltura vuol dire -ha affermato Politi- porre al centro dello sviluppo le imprese e gli imprenditori agricoli. La reputazione nel mercato, la fiducia dei consumatori, la trasparenza dei processi produttivi costituiscono una componente importante del successo economico di un’impresa e del suo vantaggio competitivo».

Il presidente della Cia ha confermato l’impegno dell’organizzazione a centrare l’azione sulle produzioni di qualità, la sicurezza alimentare e principio di precauzione, la tutela della biodiversità e dell’ambiente, la ricerca e la diffusione delle innovazioni.

«Il segno delle difficoltà dell’agricoltura è anche -ha rimarcato Politi- nell’atmosfera di isolamento in cui spesso le nostre aziende sono costrette ad operare. La competitività del sistema non può essere solo della singola impresa. Il territorio ed il sistema economico che lo anima debbono, da un lato, favorire l’iniziativa imprenditoriale, dall’altro, garantire diritti di cittadinanza a chi opera nelle aree rurali. Creare le condizioni per un rafforzamento della competitività di sistema significa mettere in atto politiche integrate in grado di intervenire sui diversi aspetti che interagiscono con la qualità del sistema territorio».

Infine, le trattative commerciali Wto. «Il governo italiano ha recentemente dichiarato di voler condizionare il consenso dell’Italia al raggiungimento di due risultati: eliminazione dei nostri prodotti mediterranei dalla lista dei prodotti tropicali ed inserimento della tutela delle Indicazioni geografiche. E’ impensabile da parte nostra -ha rilevato il presidente della Cia- poter accettare di annullare completamente o quasi del tutto i nostri dazi doganali per questi prodotti (sui quali, tra l’altro, è già applicato un dazio molto basso). Se tali prodotti rimarranno nella lista dei prodotti tropicali, non potremo più chiedere di considerarli ‘prodotti sensibili’ e, quindi, ottenere un più basso taglio tariffario rispetto a quello da applicare in via ordinaria (che per questi prodotti è intorno al 50 per cento)».