16 ottobre 2021
Aggiornato 03:30
Presentato il Rapporto di previsione dell’ABI e delle banche AFO

PIL, ABI: «Crescita lenta quest’anno ma segnali positivi per il futuro»

L’economia crescerà dello 0,5 nel 2008, 0,9 nel 2009 e 1,4% nel 2010. Anche per le banche 2008 non facile, ma biennio successivo in ripresa. Zadra: “Banche italiane solide di fronte alla crisi”

Crescita lenta per l’economia italiana, nel quadro di una congiuntura internazionale ancora difficile, ma con qualche segnale positivo per il futuro. È questa la previsione del mondo del credito e della finanza, contenuta nell’AFO Financial Outlook, presentato oggi dall’ABI. Secondo le stime del centro studi ABI e delle principali banche italiane, infatti, il Pil nazionale dovrebbe crescere dello 0,5% quest’anno, decisamente meno dell’anno scorso (+1,5%) e a ritmo ridotto rispetto alla media europea (+1,6%); nel prossimo biennio, però, dovrebbe esserci una leggera ripartenza, su quota +0,9% nel 2009 e +1,4% nel 2010, ma sempre meno rispetto all’Europa (+1,5% e +2%).

Quanto al settore bancario e finanziario, «le banche italiane - ha detto il direttore generale dell’ABI, Giuseppe Zadra presentando AFO - si confermano relativamente poco influenzate dagli scombussolamenti in atto e grazie alla loro solidità potranno registrare nel futuro prossimo, dopo la fase calante del 2008, risultati reddituali in ripresa».

La congiuntura internazionale ed europea - Il caro-materie prime (energetiche e alimentari) e la crisi finanziaria scoppiata la scorsa estate, continuano a rappresentare elementi di incertezza e difficoltà, soprattutto per l’economia americana, prevista in continua decelerazione ma non in vera e propria recessione. La frenata americana, tuttavia, fa sentire le proprie conseguenze anche sull’Europa. Ad incidere negativamente sull’economia del vecchio continente sono soprattutto la decelerazione degli investimenti che, dai tassi di crescita del 5% circa del 2006-07, si attesteranno su valori intorno al 2% nel 2008 e all’1,6-1,7% in media nel biennio 2009-10. Mentre i consumi privati, cresciuti dell’1,6% nel 2007, aumenteranno solo dell’1,2% quest’anno e intorno all’1,5-1,7% negli anni seguenti. Nota positiva, invece, per l’euro-export che dovrebbe continuare a beneficiare degli effetti positivi della moneta forte.

L’economia italiana - In questo quadro, l’Italia continua a crescere meno degli altri, soprattutto per via delle forti difficoltà della domanda interna (quella esterna invece tiene, malgrado il rafforzamento dell’euro). Particolarmente accentuata è la sofferenza dei consumi, che quest’anno cresceranno dello 0,5% contro il +1,4% dell’anno scorso, per poi aumentare in media dell’1% l’anno nel biennio 2009-10. Critica anche la situazione degli investimenti, in crescita dello 0,3% quest’anno contro l’1,2% dell’anno scorso, dello 0,9% nel 2009 e dell’1,7% nel 2010. L’inflazione crescerà del 3,5% quest’anno, del 2,6% nel 2009 e solo nel 2010 si dovrebbe conseguire l’allineamento con gli obiettivi posti dalla BCE (+2%). Difficoltà, queste, che si riflettono inevitabilmente sulla finanza pubblica che tuttavia conferma la possibilità di raggiungere gli obiettivi posti dal Dpef 2009-13: il rapporto deficit/pil sarà pari al 2,4% quest’anno, ma con un andamento del fabbisogno assai peggiore rispetto a quello dell’indebitamento netto e per questo motivo la continuazione della discesa del rapporto debito/pil sarà assicurata sul filo di lana (da 104% a 103,9%).

L’industria bancaria - In questo contesto, ecco cosa prevede il rapporto AFO con riferimento alle banche italiane. Impieghi. I prestiti complessivi cresceranno del 9,2% quest’anno contro il 9,9% del 2007, per poi subire una decelerazione nel 2009-10, rispettivamente +7,8 e +7,5%. La minore crescita riguarda soprattutto la componente a medio e lunga scadenza (che rappresenta circa i 2/3 dei finanziamenti globali e che in media nel triennio crescerà del 9%), mentre i finanziamenti a breve avranno una leggera accelerazione quest’anno (+7,3 contro il 6,6% del 2007, prima di attestarsi sul +6% circa nel biennio 2009-2010). Decisamente marcata la minore crescita dei mutui per abitazioni che cresceranno del 4,9% quest’anno contro l’8,7% nel 2007, per poi riprendere lievemente a +6,9% nel 2009; il credito al consumo crescerà del 5,9% nel 2008, contro il 5,6% del 2007, e del 7,1% nel 2009.

Raccolta. La provvista complessiva sull’interno quest’anno crescerà sugli stessi livelli dell’anno scorso (+6,6%), per poi subire un rallentamento nel biennio 2009-10 (intorno al 6%). A crescere di più saranno i depositi (+3,4% nel 2008, +4,1% nel 2009 e +4,6 nel 2010), mentre le obbligazioni, dopo la notevolissima ripresa in corso (+12,5% nel 2008), cresceranno a ritmi più contenuti (+7,9 e +6,5% nel 2009-10). Quanto alla raccolta sull’estero, dopo la crescita del 2007 (+23,2%), l’incremento sarà intorno all’8% in media nel triennio 2008-10.

Sofferenze. Le sofferenze nette segneranno una crescita dell’1,6% nel 2008, in controtendenza rispetto al risultato del precedente anno (-2,4%). Nel successivo biennio ritroveranno il segno meno: -0,3 e - 1,7%. In rapporto agli impieghi, evidenzieranno un progressivo e graduale miglioramento, risultando pari allo 0,9% alla fine del periodo di previsione (1,1% nel 2007).

Utile netto. Dopo una crescita del 5,2% nel 2007, il 2008 sarà mandato in archivio dalle banche italiane con un calo dell’utile netto pari al 15% (ma il dato è condizionato dal venir meno dei proventi straordinari che l’anno scorso si erano avuti nell’ambito delle rilevanti operazioni di consolidamento del sistema). Per il biennio 2009-10, invece, si prospetta una ripresa compresa tra il 5 e il 9% all’anno.

Roe, margini e costi. Dentro un tale quadro, il Return on Equity, dopo un primo ripiegamento nel 2008 (dal 9,7 del 2007 al 7,7%), resterà stabile nel 2009 per poi attestarsi al 7,9% nel 2010. Per quanto riguarda il margine di interesse si stima che il 2008 possa chiudersi con una crescita dell’5,1%, due punti sotto quello del 2007, per poi registrare un tasso di crescita medio del 7% nel 2009-10. Per il margine di intermediazione, cresciuto nel 2007 di solo l’1,8%, si prospetta una lieve ripresa nel corso dell’anno (+2,1%), che si irrobustirà passando al 4,1% nel 2009 e al 6,7% nel 2010. Tassi di crescita più pronunciati per il risultato lordo di gestione (2,6% quest’anno e poi 5,4% e 11,3% rispettivamente nel 2009 e 2010) grazie ad una dinamica dei costi operativi relativamente contenuta (+1,8% nel 2008 e +3,1/3,2% nel 2009-10).

Tassi di interesse. Dopo il rialzo di 25 punti base operato agli inizi di luglio, AFO ipotizza un ulteriore intervento di pari entità che porterà il tasso di rifinanziamento al 4,50%. Nel 2009, stante il rientro delle tensioni sui prezzi delle materie prime con il conseguente ritorno dei tassi di inflazione tendenziali intorno al 2%, si potrebbero aprire le possibilità per un lieve ritocco verso il basso, mentre per il 2010 le attese sono per un tasso di policy invariato al 4,25%.