16 ottobre 2021
Aggiornato 11:00
Pesante ricaduta su tutto il sistema delle Aree protette

Manovra: quasi 250 milioni in meno per l’ambiente

Legambiente: “E’ l’ambientalismo del disfare”

«E’ l’ambientalismo del disfare che porterà a smontare le politiche ambientali fatte in questi anni». E’ molto preoccupato il commento del vicepresidente di Legambiente Sebastiano Venneri sul pesante taglio operato con il decreto 112 al bilancio del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, al vaglio in queste ore.

«Quasi 250 milioni di euro, a tanto ammontano le risorse sottratte all’ambiente – sottolinea Venneri - che porteranno ad un evidente arretramento di tutte le politiche ambientali, che proprio in questo momento rappresentano invece una priorità assoluta e anche un’opportunità economica sulla quale stanno puntando tutti i paesi non solo in Europa per rendere l’industria più moderna, pulita e competitiva. Tra l’altro nessun altro dicastero ha conosciuto un simile decurtamento che, moltiplicato per i tre anni della manovra di Tremonti lieviterà fino a 750 milioni, un vero record al negativo. Dal 2009 poi – prosegue Venneri - gli accordi di Kyoto saranno effettivi e questo significa che la riduzione delle nostre emissioni non potrà essere più un buon proposito. Serve una riconversione energetica del Paese che punti ad una maggiore efficienza e al decollo delle rinnovabili ma anche a potenziare la lotta all'illegalità ambientale, contro tutte le ecomafie e ancora soluzioni alla mobilità delle nostre città assediate dallo smog. Ma senza sufficienti risorse rimarranno progetti nel cassetto».

Ma a preoccupare Legambiente è in particolare la pesante ricaduta che un taglio simile avrà su tutto il sistema delle Aree protette, che nel corso degli anni ha dimostrato sempre di più di essere capace non solo di conservare la natura e la cultura di cui certi territori sono particolarmente ricchi, ma anche di promuovere lo sviluppo. Un sistema tutto italiano di parchi e di aree protette che altri Paesi europei e non, compresi gli Stati Uniti, apprezzano e studiano e che rischia così di scomparire. «Possiamo stimare che con questa manovra le aree protette subiranno tagli per il 70% rispetto alla scorso anno – continua Antonio Nicoletti, responsabile Aree protette di Legambiente - e se a questo si aggiunge l’ulteriore sforbiciata del 10% al personale degli organi degli enti locali non economici prevista dal Ministro Brunetta, sarà il colpo di grazia al mondo delle aree protette che rappresentano uno degli esempi migliori al mondo di gestione e tutela della biodiversità. Senza fondi però tutti gli sforzi compiuti in questi anni saranno vanificati e, ancor più grave, si condanneranno allo spopolamento e alla marginalità territori oggi fucine di innovazione, economie sostenibili e del migliore Made in Itay».